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13 mar 2022

"Nella nostra provincia la situazione migliore Mai focolai estesi"

Antonio Fortunat. o, dell’Area Vasta 5
Antonio Fortunat. o, dell’Area Vasta 5
Antonio Fortunat. o, dell’Area Vasta 5

"Nelle Marche, nei due anni di pandemia, ci sono sempre state delle grosse differenze tra le varie zone. Se si toglie l’obbligo delle protezioni all’esterno le colorazioni delle regioni perdono di senso. Questo perché se la gente può stare all’aperto senza mascherina è logico che il controllo dei contagi diventa una cosa aleatoria". Il direttore di patologia clinica dell’Area vasta 5, Antonio Fortunato, analizza la stato attuale della pandemia in rapporto alle restrizioni ancora in vigore e traccia un bilancio di quella che è stata l’emergenza sanitaria nel Piceno. "La provincia di Ascoli – dice Fortunato – tutto sommato non ha mai avuto delle grossissime epidemie tali da giustificare la zona rossa così come è successo, all’inizio della pandemia, nelle province di Pesaro-Urbino e Ancona. Il Piceno è sempre stato in qualche maniera un po’ risparmiato. Considerando l’andamento di questi due anni possiamo dire che abbiamo sì avuto dei focolai, ma mai una diffusone talmente estesa da diventare zona rossa come è accaduto nel nord delle Marche. E la mancanza di un’attribuzione dei colori per micro zone in qualche modo ci ha penalizzati". Sulla situazione attuale Fortunato continua dicendo: "Nella provincia di Ascoli di positivi al Covid-19 ce ne sono ancora sempre tanti, mentre la quantità dei tamponi che stiamo analizzando è un po’ diminuita, soprattutto quella dei molecolari. Ne processiamo, di quest’ultimi, in laboratorio, tra i 250 e i 300 al giorno, più altrettanti antigenici. Però, ripeto, il numero dei contagi è sempre rilevante, anche se sono test mirati e la carica dei positivi mediamente è bassa. Solo qualcuno ce l’ha un po’ più alta. Mentre per quanto riguarda le varianti che circolano ora, si tratta sempre di Omicron". "Rispetto a due anni fa quando ci fu il primo lockdown – conclude il direttore del laboratorio di biologia molecolare dell’Area vasta 5 – la situazione è comunque completamente diversa. Penso che sia arrivato il momento che finisca anche lo stato di emergenza. Questo perché ormai non mi sembra che ci siano limitazioni eccessive nella vita quotidiana, e quindi non ci si accorge più dello stato di emergenza. La situazione è abbastanza libera".

l. c.

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