Nuovo Consiglio per il Cardarelli: "Siamo alla ricerca di associazioni"

Il Cda capitanato da Vagnoni apre i cancelli agli enti che volessero svolgere attività di utilità sociale o solidaristiche.

Nuovo Consiglio per il Cardarelli: "Siamo alla ricerca di associazioni"

Nuovo Consiglio per il Cardarelli: "Siamo alla ricerca di associazioni"

Il nuovo consiglio di amministrazione per gli Istituti Cardarelli di Ripatransone apre il complesso a nuove associazioni o enti che volessero svolgere la loro attività a Ripatransone, nell’osservanza del regolamento statutario con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, inerenti il terzo settore. Nel mese di febbraio scorso si è rinnovato il consiglio direttivo della Fondazione di Partecipazione Istituti Riuniti Cardarelli Ets, costituito dal presidente Giovanni Vagnoni, segretaria Benedetta Tiburzi, consiglieri Emanuela Consorti, Graziano Franchi, Ilaria Lahoz, Roberto Pasquali. Sei persone volenterose e motivate che a titolo gratuito vorrebbero far rinascere l’istituzione cara a tutti i ripani. L’imponente fabbricato di quattro piani, sede della Fondazione, è posto nel centro storico della città, confinante con l’ospedale in posizione panoramica.

Fu realizzato nel 1938, dal commentatore Dino Cardarelli, ripano di nascita (1887-1973), che a sue spese costruì il complesso sui ruderi dell’antica chiesa di Santa Maria Magna detta di San Francesco, abbandonata e fatiscente dall’800. Lo scopo era realizzare un orfanotrofio femminile e l’asilo infantile intestati alla madre Luigia De Angelis alla moglie Maria Molteni prematuramente scomparsa. Il Cardarelli studiò alla Bocconi di Milano, conseguendo nel 1912 la laurea in scienze Economiche e Commerciali. Svolse una brillante carriera divenendo industriale del legno e amministratore delegato della Feltrinelli Legnami. Molti ricordano ancora gli stabilimenti di "falegnameria legnami Cardarelli", lungo la statale 16 di San Benedetto. L’orfanotrofio restò aperto fino al 1975, accogliendo bambine orfane e quelle provenienti da famiglie bisognose. L’asilo ha funzionato fino ai primi anni ’90 e, in seguito, il fabbricato fu utilizzato dall’Anfass per quasi 20 anni. Marcello Iezzi