Salvatore Parolisi
Salvatore Parolisi

Ascoli, 6 settembre 2019 - Salvatore Parolisi trascorre le giornate studiando e lavorando. Partecipa a tutte le attività che vengono proposte nel carcere di Bollate, dove è attualmente rinchiuso. E a breve potrebbe anche uscire di prigione, beneficiando dei permessi premio che possono essere concessi per buona condotta ai detenuti che abbiano scontato metà della pena: un «traguardo» che Parolisi, condannato a 20 anni di reclusione per l’omicidio della moglie Melania Rea, ha da poco raggiunto.

Il ricordo di Melania Rea

L’ex militare ha manifestato di recente ai propri avvocati la volontà di usufruire dei permessi, che complessivamente possono arrivare fino a 45 giorni all’anno. Questa prospettiva ha fatto inevitabilmente infuriare i familiari della donna trucidata con 35 coltellate il 18 aprile del 2011. «Per noi sarebbe come uccidere di nuovo Melania – attacca il fratello dellaa donna, Michele Rea –. La pena non è stata esemplare, ma ora concedere anche dei premi significa dimenticare chi è la vera vittima. Le condanne per chi commette un omicidio del genere sono ormai simili a quelle di chi spaccia o rapina, invece dovrebbe esserci una differenza netta. Credo che questo sia un pensiero non solo mio, ma di tutti gli italiani che si immedesimano con la famiglia Rea, perché un lutto del genere può capitare a tutti. I giudici che nel caso valuteranno se concedere o meno i permessi dovrebbero riflettere su che cosa ha fatto Parolisi, che tra l’altro non si è mai pentito: ha ucciso la moglie e lasciato senza madre una bimba di appena due anni».

Oggi la piccola Vittoria, sulla quale nel frattempo l’ex caporalmaggiore ha perso la patria potestà, ha dieci anni e tra pochi giorni inizierà la quinta elementare. «E’ una bambina serena – prosegue Michele –. Ha le sue distrazioni, i suoi amici, come tutte le coetanee. Ha già affrontato il discorso, ha le idee chiare, sa quello che deve sapere. Da questo punto di vista tutto procede al meglio, ma soltanto grazie a chi in questi anni l’ha cresciuta e non certo al papà». L’ex militare, oggi 40enne, venne arrestato il 19 luglio del 2011, tre mesi dopo il ritrovamento del cadavere della moglie, rinvenuto il 20 aprile nel bosco di Ripe di Civitella, a pochi chilometri dalla caserma di Ascoli nel quale il caporalmaggiore era in servizio. In base ai calcoli previsti dall’ordinamento carcerario, e nello specifico dall’articolo 54, per ogni quattro anni di detenzione si può maturare, in caso di buona condotta, un anno di sconto. «I tempi ci sono – afferma l’avvocato Nicodemo Gentile, affiancato dall’avvocato Antonio Cozza – ma voglio precisare che al momento Parolisi non ha presentato arichieste, anche se ovviamente abbiamo discusso di questa opportunità».

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