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Grottamare, ospedale unico, Ceriscioli accelera. "Il bando nel 2019"

Il governatore dribbla le polemiche alla Festa dell'Unità

di MARCELLO IEZZI
Ultimo aggiornamento il 10 settembre 2018 alle 07:11
Il governatore ha parlato alla Festa dell'Unità (Foto Iezzi)

Grottammare (Ascoli), 10 settembre 2018 - Il momento culmine della due giorni della Festa dell’Unità organizzata nella piazzetta dell’Angioletto di Grottammare, dalla locale sezione del PD, segretario Umberto Pulcuni, è stata la presenza del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli che ha parlato dell’ospedale unico di primo livello nella vallata del Tronto. Tra i vertici del partito anche il presidente provinciale Paolo D’Erasmo, il consigliere regionale Fabio Urbinati e l’ex parlamentare Luciano Agostini, unitamente al sindaco Enrico Piergallini, all’ex sindaco Luigi Merli, consiglieri e assessori comunali. "In questo territorio abbiamo fatto esattamente quello che è stato fatto da altre parti, abbiamo utilizzato un metodo di calcolo per aprire un dibattito e poi sono stati coinvolti i sindaci che hanno fatto delle scelte. In altre aree i sindaci hanno modificato l’indicazione iniziale mentre nel Piceno la maggioranza si è coagulata attorno a Spinetoli – ha affermato Ceriscioli - Chi vuole mantenere oggi i due ospedali si ritrova poi in un eterno dibattito: quando si apre un servizio in uno dei due ospedali è depauperato l’altro e viceversa. L’importante è andare verso una struttura di qualità e di eccellenza, i cittadini chiedono servizi di qualità non una struttura a cento metri da casa. Mantenere un’azienda divisa su due presidi, nel tempo rischia di essere una strategia in cui si perde molto".

Il presidente della Regione Ceriscioli ha poi risposto anche a chi porta avanti il discorso di realizzare l’ospedale di primo livello sulla costa e uno di base in Provincia, considerata la mobilità attiva. "Facendo un bilancio fra mobilità attiva e passiva di questo territorio, è più quella passiva che quella attiva, sono più i pazienti che vanno fuori a curarsi di quelli che arrivano. I pazienti attratti dal Piceno vanno prevalentemente nelle cliniche private. La soglia di 211mila abitanti di bacino, per il Piceno, va più che bene".

Inevitabile, poi, fornire delle risposte su ciò che rimarrà degli ospedali di San Benedetto ed Ascoli. "Diventeranno strutture territoriali che conterranno tutte le attività complementari di un ospedale per acuti. Avremo quindi nel Piceno un ospedale di alto livello, con tutte le tecnologie e con tutti i medici che lavorano assieme con percorsi ottimizzati, mentre le due strutture attuali saranno dei "polmoni" che assorbiranno le entrate e le uscite dall’ospedale di primo livello". Ceriscioli appare deciso e determinato, tanto da annunciare l’inizio dei carotoggi sul terreno individuato a Pagliare e l’avvio dell’iter per il bando di gara entro il prossimo anno, ma il 2020, quando ci saranno le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale, sarà già dietro l’angolo e molte cose potrebbero cambiare.

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