Osvaldo Tosti
Osvaldo Tosti

Ascoli, 22 luglio 2018 - C’era una viavai di persone all’ospedale di Torrette, tra lacrime, dolore e ricordi. Ricordi di Osvaldo Tosti, l’avvocato di 38 anni travolto giovedì mattina all’Annunziata da un furgone mentre pedalava con la sua bicicletta da corsa. Non ce l’ha fatta, Osvaldo: i medici del reparto di rianimazione hanno dichiarato la morte cerebrale ieri mattina intorno alle 9. Ma non è la fine di tutto: i genitori hanno dato l’assenso all’espianto degli organi.

Farà vivere altre persone, perché lui era un generoso, lo è sempre stato. "Era un ragazzo d’oro", dice chi lo conosceva benissimo. E lo dimostrano, oltre a quel viavai a Torrette, le decine di messaggi su Facebook, tutti pieni di dolore. Osvaldo amava lo sport e negli ultimi anni soprattutto la bicicletta: da corsa o mountain bike.

Sapeva essere prudente perché era ben consapevole dei rischi che corre chiunque si avventuri in bici in mezzo al traffico. Ma non avrebbe mai immaginato quella trappola mortale piazzata dal destino a pochi chilometri da casa, all’incrocio tra via Ricci e via delle Rimembranze.

Ha trovato davanti a sé quel furgone e non ha potuto fare niente per evitarlo. Neanche il casco protettivo che indossava è bastato per evitare che l’impatto contro il parabrezza fosse devastante.

Era giovedì mattina, poco dopo le 9: tre giorni dopo esatti è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto avere. Tre giorni nei quali gli amici della bicicletta, quelli storici e quelli dell’università, ma anche i ragazzi che avevano fatto un corso di sci con lui, sono andati all’ospedale per portare un po’ di conforto ai genitori e alla fidanzata di Osvaldo. Non basterà, ovvio, ma per loro è la conferma di quanto fosse amato quel giovane che pedalava più forte che poteva, ma sempre con prudenza. Avvocato penalista, viveva a Villa Pigna. Di lui, da oggi, si parla al passato, ma grazie a lui altre persone avranno un futuro. E dovunque sia adesso, nessuno da quaggiù lo dimenticherà.