Nando Ricci, 45 anni, appassionato di bici
Nando Ricci, 45 anni, appassionato di bici

Ripatransone (Ascoli), 4 agosto 2020 - La presunta pantera continua ad "esibirsi" sul territorio di Ripatransone ma nessuno ancora è riuscito a fotografarla. Domenica mattina si è mostrata "giocherellona" a due amanti del ciclismo fuori strada, a valle della Petrella, sul versante del torrente Tesino, in località Pere. Nando Ricci, 45 anni di Acquaviva Picena, amante di mountain bike, insieme al cognato, dalla contrada Bore Tesino stava risalendo la collina, quando a ridosso del caseggiato in contrada Pere, sotto il ripetitore di San Savino, ha visto un animale nero, con la coda lunga quasi tutto il corpo, che si rotolava nel mezzo della strada sterrata.

Aggiornamento La pantera di Ripatransone... è un cane

"Appena usciti da una curva ci siamo resi conto che c’era un animale tutto nero che stava rotolandosi nel mezzo della strada – racconta Nando Ricci –. Mio cognato ha pensato che fosse un cane ed ha iniziato a fischiargli, quando eravamo a poco più di trenta metri di distanza. A quel punto l’animale, che aveva tutta la groppa impolverata, come se si stesse grattando, si è girato, ci ha guardati ed è fuggito tenendo la parte posteriore del corpo molto bassa. In quel preciso momento abbiamo capito che non era un cane, sia per il modo in cui è sparito nella boscaglia sia per la coda così lunga. Dopo ho saputo della vicenda della pantera che si aggirerebbe in zona. Penso che fosse proprio lei, ma non mi è sembrata così grande, secondo me potrebbe pesare quando un cane di grossa taglia, ma non l’ho vista completamente in piedi, è scappata quatta quatta. Questo è accaduto di mattina – prosegue nel racconto Nando Ricci –. Ieri sera ho incontrato con un amico, che non sapeva nulla della pantera in giro nella zona di Ripa e mi ha raccontato che durante la mattinata, mentre passava sulla strada parallela a quella dove abbiamo avvistato la presunta pantera, ha sentito uno strano rumore che gli ha raggelato il sangue, come fosse stato un ruggito".

Di ruggito nei giorni precedenti avevano parlato anche i membri della famiglia De Angelis, in contrada Petrella, elementi che rafforzano i sospetti degli investigatori dei carabinieri forestali di San Benedetto che continuano a perlustrare il territorio e a raccogliere elementi fra i residenti. Ieri hanno operato nelle vicinanze della fattoria che si trova nella zona degli avvistamenti, poi hanno controllato le foto trappole ma, secondo quanto sono riusciti a sapere i residenti, non sarebbero state "catturate" immagini, per cui il giallo continua.