Parco marino del Piceno "No a inutili restrizioni: è un progetto di sviluppo"

Secondo round per discutere della futura area protetta come veicolo per il turismo. Il presidente Rossi: "Valore aggiunto anche per il nostro pesce".

Parco marino del Piceno  "No a inutili restrizioni:  è un progetto di sviluppo"

Parco marino del Piceno "No a inutili restrizioni: è un progetto di sviluppo"

Coinvolgere tutti per istituire un’area marina sostenibile: è questa la linea esposta ieri sera dai favorevoli alla creazione del Parco Marino del Piceno durante la commissione tenutasi in Auditorium comunale. Dopo il primo round, andato in scena il 17 giugno, nel quale hanno parlato armatori, commercianti e politici contrari all’iniziativa, è stata quindi la volta dei ‘pro’, che di fatto hanno aperto spiragli per un confronto alla pari. Tra gli ospiti della commissione, sono intervenuti la professoressa Emanuela Fanelli (Politecnica delle Marche), l’ex presidente della provincia Massimo Rossi e il presidente dell’Amp ‘Torre del Cerrano’ Fabiano Aretusi. A spiegare le ricadute in termini ecosistemici dell’operazione è stata la docente, che ha spiegato come il perimetro marino al largo di San Benedetto sia un ambiente ricchissimo di vita "grazie alla biocenosi – ha detto Fanelli – che è il fertilizzante naturale di questo ecosistema". È stato quindi specificato che le Amp non sono, di per sé, foriere di restrizioni, ma che queste dipendono dai regolamenti che vengono approvati: disposizioni che, in un clima di confronto, possono garantire accordi favorevoli all’attività di protezione e di pesca sui tratti di specchio acqueo in questione, attraverso un processo dal basso. "Se poi si parla di Zona di Tutela Biologica – ha chiarito la docente - citata spesso come alternativa, ci potrebbero essere più restrizioni per molte forme di pesca, oltre al fatto che non verrebbe prevista alcuna allocazione di fondi". Con l’Amp sarebbe possibile consentire, in determinate zone, la pesca ricreativa, la piccola pesca e anche quella commerciale, anche se l’Europa sta spingendo per ridurre drasticamente quella a strascico. "Siamo all’apertura di questo laboratorio – ha detto il presidente Rossi –. Nessuno pensa di istituire un’Amp escludendo il comparto della pesca delle vongole: su questo nessuno è d’accordo. In questo quadro vogliamo che ci sia convergenza fra tutti i soggetti. È vero che dopo la vertenza giudiziaria relativa al Cerrano, il ministero ha adottato una linea dura: quella polemica ha prodotto un danno, irrigidendo le posizioni. Le attività devono essere coinvolte nella progettazione del parco, visto che hanno dimostrato di poter effettuare una pesca molto più sostenibile rispetto al passato. Questo potrebbe essere un valore aggiunto anche per il nostro pescato".

Intanto con una visita di pescatori ecuadoregni ha riaperto a Grottammare il punto informativo sulla tutela della biodiversità marina e sul progetto del Parco Marino. L’aula didattica sulla spiaggia da ieri (dalle 17,30 alle 19,30) tornerà ad essere aperta tutti i martedì, giovedì e sabato.

Giuseppe Di Marco