Gianfilippo Renzi
Gianfilippo Renzi

Ascoli, 6 settembre 2018 - Ancona non c'è l’ufficialità che solo con la nomina da parte della direzione potrà esserci, ma Gianfilippo Renzi dovrebbe diventare il nuovo direttore dell’unità operativa complessa di medicina d’urgenza e pronto soccorso dell’ospedale ‘Mazzoni’. Le carte per ambire alla poltrona più importante del servizio in realtà le ha, a cominciare dalla continuità che sarebbe in grado di dare, dopo 22 anni di servizio al fianco dell’ex primario, in un reparto così delicato e strategico.

Arrivato primo nella graduatoria degli aspiranti che hanno partecipato al concorso per il dopo Massimo Loria (andato in pensione lo scorso 31 maggio dopo 40 anni di servizio), e dunque primo nella terna dei nomi dai quali Giulietta Capocasa dovrà sceglierne uno per il nuovo incarico, Renzi in realtà sta vivendo un’attesa piuttosto lunga. Solitamente, infatti, dalla pubblicazione della graduatoria, che è avvenuta il 6 agosto, alla nomina, trascorrono solo 15 giorni per permettere a chi vuole fare ricorso tra gli altri candidati di farlo. Ma ad oggi la direttrice dell’Area vasta 5 non ha ancora preso una decisione, o meglio, non ha ancora firmato alcun atto ufficiale. Renzi, vice di Loria ed attualmente facente funzioni, ha distanziato di 6 punti il secondo classificato e dunque è difficile immaginare che la scelta, anche se discrezionale, possa non ricadere su di lui.

Dottor Renzi, questa nomina tarda ad arrivare? 
«In realtà ancora non c’è alcuna ufficialità, non è stata fatta alcuna nomina. Ma io credo che sia una questione solo di pochi giorni».
Lei sa che comunque la scelta è a completa discrezione del direttore a prescindere dalla classifica della terna, giusto? 
«Certamente, è il direttore che deve decidere. Anche se sinceramente sono fiducioso perché ritengo sia più semplice esercitarla quando il divario di punti tra il primo e il secondo è limitato. In questo caso, invece, tra me e il secondo ci sono sei punti di differenza». 
Nel caso in cui sarà lei il nuovo primario che progetti ha?
«Sono molto motivato. Ho tante idee che vorrei concretizzare e obiettivi da raggiungere. Ho intenzione di fare una rivoluzione copernicana e di portare il pronto soccorso dell’ospedale Mazzoni ai livelli di altri nazionali». 
Tra i primi per caso c’è il ‘famoso’ ampliamento del pronto soccorso? 
«Sicuramente sì. Dobbiamo assolutamente uscire da questa situazione stagnante che ci portiamo dietro da 12 anni, da quando il pronto soccorso è stato rinnovato. Lavoriamo in ambienti angusti, non adatti, ed anche una parte della strumentazione andrebbe rinnovata».
E poi? 
«Occorrerebbe un aggiornamento dell’organico. Nel numero in quanto attualmente siamo 15 con due in malattia. Per la mole di lavoro che abbiamo e per fare il salto di qualità dovremmo essere minimo 18 più il primario. E poi c’è bisogno di forza nuova, giovane, in maniera tale che noi più anziani possiamo fare da tutor. La nostra ambizione è quella di ricreare un organico formato da medici motivati, e specializzati naturalmente. Con Loria la qualità è stata alta, ma va aggiornata».