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15 apr 2022

Progetto solidale per i rifugiati ucraini

Protagonista l’associazione ’Gli O’scenici’ in collaborazione con l’Aifas e il Comune

La presentazione dell’iniziativa
La presentazione dell’iniziativa
La presentazione dell’iniziativa

Un progetto solidale per 40 rifugiati ucraini, grazie all’Associazione teatrale Gli O’scenici in collaborazione con l’Aifas di San Benedetto, con il contributo e il patrocinio dell’amministrazione comunale e in particolare degli assessorati alla Cultura e alle Politiche sociali. "Si tratta di una terapia del cuore tramite il teatro, per cancellare la guerra, in particolare di due laboratori teatrali per 40 rifugiati ucraini (20 adulti e 20 bambini). Prenderà il via a settembre – spiega Marco Trionfante, presidente de Gli O’scenici e direttore dell’Aidas – un percorso accademico completo, della durata di un anno, con la presenza di un interprete. Sarà a cadenza settimanale, e comprenderà formazione di dizione, tecnica di recitazione, teatro terapia, che, tra gli altri, vedranno quali docenti l’attore e registra teatrale Pasquale De Cristofaro per la recitazione e Emy D’Erasmo per teatro terapia. Testimonial sarà l’attore e regista Marco D’Amore: a giugno terrà al teatro San Filippo Neri un masterclass di recitazione, dal titolo Teatro, un amore immortale, aperto ad aspiranti attori, devolvendo il suo compenso al progetto, mentre è in programma, con data da definire, anche una serata per denunciare gli orrori della guerra, con reading di testi e musica, con la partecipazione di attori e musicisti". Entusiasti del progetto gli assessori Lina Lazzari e Andrea Sanguigni: "L’abbiamo ritenuto molto bello, concreto – afferma la Lazzari – e una bella notizia, soprattutto in clima pasquale e alle situazioni difficili e complicate che stiamo un po’ tutti vivendo nel sottolineare il grande patrimonio che ha la città tramite l’impegno delle associazioni". "L’empatia va anche oltre il linguaggio", dice l’assessore Lazzari. Per l’assessore Sanguigni, le persone che non possono vivere una vita normale, tra cui quelle che fuggono dalla guerra, devono anche poter avere la possibilità di coltivare rapporti in genere, e di esprimersi tramite lo sport, il teatro, appunto, come in questo caso e le attività in genere". Per Trionfante, "si tratta sicuramente di un progetto diverso, rispetto a quelli di sensibilizzazione in genere. Credo di non sbagliare nell’affermare che non esiste altrove un progetto del genere di aggregazione tramite un percorso formativo: il teatro è una lingua universale. Ringrazio l’amministrazione comunale per aver accolto con tanto favore questa proposta, così diversa rispetto ai vari eventi di sensibilizzazione". "Il teatro può favorire l’integrazione in una nuova realtà e curare il trauma post-bellico attraverso la teatro terapia", sostiene Emy D’Erasmo.

Stefania Mezzina

© Riproduzione riservata

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