Prostituzione
Prostituzione

Ascoli, 21 luglio 2019 - Si è estesa fino a Monsampolo l’operazione «Subjection» condotta dalla squadra mobile di Teramo che ha portato all’arresto di 4 donne nigeriane e la misura dell’arresto ai domiciliari di un italiano residente a Teramo, mentre una sesta persona, donna nigeriana, è attivamente ricercata. L’accusa è di «tratta di essere umani, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina». In carcere sono finite: Elizabeth Rashidat Olomon, 40 anni, Vera Obanor, di 43, e Succes Adam, 32 anni, residenti a Martinsicuro. In carcere anche Kate Osazuwa, 35 anni, residente a Monsampolo. Agli arresti domiciliari, invece, Gerardo Di Sabatino, 61 anni, residente a Teramo, proprietario e comproprietario di due appartamenti dove dimoravano le ragazze nigeriane costrette a prostituirsi. Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile di Teramo diretta dalla dottoressa Roberta Cicchetti con il coordinamento della Procura Distrettuale di L’Aquila nella persona del sostituto procuratore David Mancini e con l’applicazione del sostituto procuratore Stefano Giovagnoni.

Gli arresti sono scattati nelle prime ore di ieri su disposizione del Gip del Tribunale di L’Aquila. L’operazione «Subjection» è stata avviata dal personale della squadra mobile di Teramo monitorando costantemente la zona della strada Bonifica allo scopo di interrompere il costante flusso di giovanissime donne nigeriane, reclutate in patria con la promessa di un lavoro in Europa e poi fatte giungere clandestinamente in Italia attraverso disperati viaggi lungo la rotta mediterranea.

Ragazze sottoposte a riti juju, molto simile al voodoo, a garanzia del pagamento del debito per il viaggio, che oscilla fra i 25 ed i 30 mila euro. Una volta arrivate in Italia, però, sono state costrette, con violenza, minacce e con la dirompente forza intimidatrice dei suddetti riti, a prostituirsi, consegnando i proventi a chi le aveva reclutate in patria e ai loro referenti in Italia. Nel corso dell’attività investigativa sono state individuate ed identificate ben 12 giovani vittime che abitavano in 5 appartamenti di cui 4 ubicati a Martinsicuro ed uno a Monsampolo, affittati dai rispettivi proprietari alle loro connazionali, che adesso si trovano in carcere. In particolare gli investigatori della mobile hanno accertato che Elizabeth, Vera e Succes sfruttavano la prostituzione delle giovani donne nigeriane ospitate in casa, poiché ne percepivano i proventi ed in molti casi costituivano un vero e proprio terminale di supporto dell’organizzazione nigeriana che ne aveva curato il reclutamento, la sottoposizione al rito in Nigeria e il viaggio in Italia. E’ stato accertato anche che alcune delle ragazze versavano ancora in una condizione di assoggettamento totale a Kate, che le costringeva a prostituirsi per estinguere il debito, picchiandole e minacciandole di ritorsioni sui loro familiari e di riportale in Nigeria.