Andrea Zambrini, a sinistra, con il sindaco Castelli
Andrea Zambrini, a sinistra, con il sindaco Castelli

Ascoli, 7 novembre 2018 – I rifiuti del Piceno andranno nelle discariche della provincia fermana fino alla fine dell’anno: se quindi l’accordo siglato un anno fa è stato modificato per permettere ai Comuni piceni di continuare a portare gli rsu fuori provincia, nel frattempo qualcosa si sta muovendo anche negli impianti del nostro territorio. È il caso di Relluce, che ha avuto il parere favorevole dell’Arpam per il sormonto della vasca 5: si tratta di spazi autorizzati già nel 2014 con un decreto del presidente provinciale e ora a disposizione ci sono 8mila tonnellate che permetterebbero di andare avanti per circa tre mesi. Il parere dell’Arpam rappresenta un passo avanti, anche se la procedura di autorizzazione ha bisogno ancora di alcuni passaggi.

È stato il presidente di Ascoli Servizi Comunali, Andrea Zambrini, a comunicare la notizia a tutti e trentatré i Comuni del territorio, con una lettera in cui fa sapere che c’è stato il «parere favorevole rilasciato dall’Arpam in data 31 ottobre, evidenziando che tale proposta è immediatamente applicabile al fine di evitare problematiche di emergenza nella gestione dei rifiuti in provincia». Un’idea rappresentata all’inizio di ottobre e che, già in quell’occasione, era stata illustrata da Ascoli Servizi come particolarmente conveniente sotto il profilo economico: «Tale soluzione – si legge ancora nella missiva -, con un costo di conferimento complessivo di 50 euro a tonnellata, permetterebbe ai Comuni di poter riassorbire nell’esercizio 2018 tutti i maggiori costi già sostenuti, lasciando invariati i piani economici-finanziari già approvati (Tari), cosa che non potrà avvenire se si continuerà a conferire nelle discariche della provincia di Fermo».

Per dare maggiore forza alla proposta di Ascoli Servizi, il presidente Zambrini ha aggiunto un altro tassello datato 19 luglio: in quell’occasione la delibera dell’Ata «prevedeva – ha ricordato il presidente di Ascoli Servizi – che ‘nel proseguimento della fase di emergenza, per evitare un ulteriore aumento delle tariffe che sarebbe grave ed eccessivo per i cittadini, si propone il rientro in ambito dei rifiuti indifferenziati nelle sedi utilizzabili’». Quindi il presidente di Ascoli Servizi, «vista la rilevanza strategica ed economica per i cittadini della provincia di Ascoli», confida «nel più ampio consenso da parte delle autorità competenti».