Appello del gruppo consigliare "Progetto Paese" di Ripatransone, ad accelerare le risposte dei tamponi, che non avvengono nei termini delle 24-48 ore, ma si parla di intere settimane. Attese più stressanti della pandemia. "E’ vero che siamo in emergenza, ma i tamponi sono una cosa seria e molto più...

Appello del gruppo consigliare "Progetto Paese" di Ripatransone, ad accelerare le risposte dei tamponi, che non avvengono nei termini delle 24-48 ore, ma si parla di intere settimane. Attese più stressanti della pandemia. "E’ vero che siamo in emergenza, ma i tamponi sono una cosa seria e molto più seria è l’attesa che molte persone, fra cui alcuni nostri concittadini ripani stanno sopportando. Non si tratta di un’attesa di piacere ma, al contrario, di logoramento, di ansia, di paura – scrivono Antonio de Angelis, Luca Vitale, Giada Pierantozzi e Roberta Capocasa – Ci viene spontaneo chiedere se si possono attendere, a ora, sei giorni per non avere ancora il risultato. In queste condizioni si vive una settimana d’inferno. E vero che ora di tamponi se ne fanno di più e che questa situazione si verifica in gran parte d’Italia, ma il ritardo nella esecuzione dei tamponi, sia per casi sospetti sia per gli asintomatici e loro contatti, rischia di aumentare la diffusione della malattia soprattutto se chi, aspettando il risultato del tampone e non essendo in isolamento fiduciario, può ben uscire di casa. Il ritardo non incide solo sulle condizioni di vita dei possibili infetti, ma anche sulla tracciabilità dei contagi. Non sappiamo se il ritardo è dovuto alla mancanza dei kit-test oppure alle attrezzature, certo è che non rimane altra scelta e soluzione che quella di un rafforzamento del Servizio di Igiene pubblica e dei laboratori pubblici per velocizzare la richiesta e la refertazione dei tamponi".