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5 apr 2022

Riti voodoo e prostituzioni, doppia condanna

Nel 2019 fu smantellata un’organizzazione nigeriana che sfruttava connazionali lungo la Bonifica. Nei guai finiscono due donne

5 apr 2022
Squadra mobile
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A luglio 2019 con l’operazione ’Subjection’ fu smantellata un’organizzazione nigeriana dedita al favoreggiamento della prostituzione di connazionali lungo la strada provinciale Bonifica del Tronto a cavallo fra le province di Ascoli e Teramo dove il mercato del sesso è da sempre molto fiorente. A distanza di tre anni ieri sono state emesse sentenze a carico di due delle persone coinvolte. Il tribunale dell’Aquila ha condannato due donne: a Succes Adam è stata inflitta la pena di quattro anni di carcere e a Kate Osazuwa a sette anni.

Difese rispettivamente dagli avvocati Silvia Panico e Simone Matraxia, sono state processate con rito abbreviato che ha determinato lo sconto di pena di un terzo. Le indagini, condotte da oltre un anno dal personale della dalla squadra mobile della questura di Teramo permisero di ricostruire l’organizzazione che si occupava del reclutamento di giovani africane che raggiungevano l’Italia con i barconi dalla Libia, dopo essere state sottoposte a riti voodoo con cui venivano soggiogate psicologicamente.

Almeno 12 giovani donne erano state avviate alla prostituzione nella zona tra Martinsicuro e Castel di Lama. Uno dei punti focali dell’organizzazione era uno stabile a Martinsicuro di proprietà di una società che faceva capo ad una nota imprenditrice ascolana, comunque estranea al giro di prostituzione in quanto aveva solo affittato gli appartamenti. Kate Osazuwa, una nigeriana di 38 anni residente a Monsampolo del Tronto, nell’ambiente conosciuta come Mama Ivie, era accusata insieme alla connazionale Adam Success di aver reclutato e fatto venire in Italia la 20enne ’Blessing’ costringendola a prostituirsi, approfittando della situazione di assoluta vulnerabilità della ragazzina sottoposta al rito ’juju’, a garanzia del debito contratto per giungere in Italia.

In particolare l’ha ospitata a Monsampolo, nel suo appartamento, facendola poi prostituire lungo la Bonifica; la donna le ha dato 25.000 euro, ma Mama Ivie avrebbe continuato a pretendere soldi nonostante il debito fosse ormai estinto. La nigeriana doveva rispondere anche di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Un meccanismo messo in atto anche per altre giovani nigeriane. Le due imputate hanno chiesto ed ottenuto di essere processate con rito abbreviato. Entrambe sono state condannate a pene sostanzialmente in linea con quanto chiesto dalla pubblica accusa.

Peppe Ercoli

© Riproduzione riservata

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