Ascoli, 3 dicembre 2018 - Hanno parlato tutti. E adesso, giustamente, tocca anche a lui. Romano Fenati rompe il silenzio. E lo fa attraverso le pagine della Gazzetta dello Sport, con un’intervista in esclusiva nella quale dice la sua in merito all’ultimo caso che lo ha visto protagonista. Quello relativo all’assegnazione di un premio da parte del Coni nel corso della cerimonia in programma per mercoledì sera a San Benedetto, all’auditorium del Comune. Il pilota, però, non ci sarà perché lo stesso Coni, su suggerimento dell’assessore Tassotti e del sindaco rivierasco Piunti, ha deciso di premiarlo ad Ascoli l’11 dicembre, durante il Galà dello sport, dopo le proteste che si erano diffuse sui social da parte di alcuni tifosi della Samb.

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«Sapevo di questo premio, ma non avevo ancora ricevuto un invito ufficiale e sinceramente non ho seguito gli sviluppi della vicenda, visto che ho passato la giornata di sabato ad allenarmi sui kart – ha spiegato Romano alla Gazzetta –. A San Benedetto ci vado quotidianamente, spesso per uscire la sera, e la situazione per me è tranquilla: non ho mai avuto problemi. Fra Samb e Ascoli c’è una forte rivalità calcistica e va bene se si ferma lì: non mi piace che possa andare oltre, né con violenze o botte né con altro. E qui stiamo parlando solo della consegna di un premio: non posso credere, poi, che il presidente del Coni provinciale debba porsi il problema di dove e come premiare un atleta in base alle rivalità esistenti. Così è troppo: per quieto vivere non ci dovrebbero essere dei problemi. Ormai Fenati è la notizia del momento, si scrive tanto su di me, ma si ascolta solo una campana ed è così che vengono fuori dei casini. Faccio la mia vita tranquilla, mi alleno, continuo a lavorare nella ferramenta di famiglia, penso alla prossima stagione e cerco di avere un pò di normalità e farmi scivolare addosso le cose – conclude il pilota –. Anche nel caso del verbale in autostrada sono state scritte cose sbagliate. Ho letto di inseguimenti in autostrada e cose varie: la volante ha acceso il lampeggiante e io mi sono fermato, tutto qui. Ma non è che è arrivato dal cielo l’elicottero come nei film polizieschi».

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Un’intervista, dunque, nella quale Fenati si è tolto qualche sassolino, forse anche esagerando, ma se nell’ultimo periodo intorno a lui si è creata un’immagine da ‘bad boy’ vuol dire che qualche errore lo avrà pure commesso. Comunque, la premiazione dell’11 dicembre al teatro Ventidio Basso è stata confermata e, probabilmente, sarà in quella occasione che Fenny tornerà a parlare in pubblico, tre mesi dopo il gesto di Misano.

m.p.