E’ morto domenica Rutilio Sermonti, uno dei fondatori del Movimento Sociale Italiano
E’ morto domenica Rutilio Sermonti, uno dei fondatori del Movimento Sociale Italiano

Colli del Tronto (Ascoli), 15 giugno 2015 - E’ morto domenica Rutilio Sermonti, uno dei fondatori del Movimento Sociale Italiano. Pensatore e studioso negli ultimi anni della sua vita aveva lasciato la capitale per rifugiarsi nella tranquilla Colli. Il Resto del Carlino, il 7 dicembre scorso, lo aveva incontrato e intervistato. Un fiume in piena, un uomo brillante intellettualmente che a distanza di tempo non aveva rinnegato il suo passato, anzi lo aveva rivendicato con determinazione e fierezza.  Prolifico autore di numerosi libri a carattere storico, si dedicò allo studio autonomo delle scienze naturali e biologiche contestando le teorie evoluzionistiche e del darwinismo. Sermonti nel silenzio della provincia aveva riscoperto anche il suo lato artistico, era infatti un apprezzato pittore e ceramista.

Sermonti era nato nel 1921, dapprima partecipò da volontario alla seconda guerra mondiale come sottoufficiale del Regio Esercito e, dopo l’ 8 settembre del 1943, aderì alla Repubblica Sociale italiana come sottoufficiale del Battaglione San Marco. Nel dopoguerra si laureò in giurisprudenza ed esercitò la professione di avvocato e contestualmente si dedicò all’attività politica. Rutilio era il fratello di Giuseppe Sermonti. Dirigente del Far nel dicembre1946 fu tra i fondatori del Movimento sociale italiano dal quale fuoriuscì nel 1954 in segno di protesta in seguito all’insediamento di Arturo Michelini quale segretario del partito, poiché ritenuto dal Sermonti troppo dialogante con la Democrazia Cristiana. Nel 1956 entrò nel Centro Studi Ordine Nuovo e divenne membro del comitato direttivo. Rientrerà nel 1968 in seno al Movimento Sociale insieme a Pino Rauti e nel 1971, nominato segretario del Fronte Verde, il movimento ambientalista dell’Msi. I funerali verranno celebrati questa mattina a Roma, la salma dall’ospedale di Ascoli sarà trasportata a Roma, dove verrà tumulato a Palidoro, nella cappella di famiglia.

 

m.g.l.