Santoni: "Le sfide della modernità"

Lo scrittore e operatore culturale dirige attualmente il festival Cupra Dentro e Fuori le Mura

Lucilio Santoni, scrittore e operatore culturale, dirige attualmente il festival Cupra Dentro e Fuori le Mura che si tiene ormai da alcuni anni. Negli ultimi giorni, Santoni ha consegnato all’editore un suo libro intitolato "Prese il pane e lo spezzò", una storia del ritorno a casa attraverso la poetica del pane, dispersa nello spazio e nel tempo, fra i paesi e i popoli, nella quotidianità e nell’eternità. Lo abbiamo incontrato per capire il suo pensiero e conoscerlo meglio, data la sua nota riservatezza.

Partiamo da Lucilio, nome impegnativo. Ne sente il peso?

"Porto il nome di un frate che aveva le doti per diventare un importante prelato. Ma che scelse di essere se stesso e morì sul rogo. Da Lucilio Vanini, mio padre prese il mio nome".

In che modo può aver influenzato il suo pensiero?

"Non ho potuto salvarmi e sopravvivere che amando le contraddizioni. Pertanto, ben conoscendo l’avversità della Chiesa Cattolica nei confronti della modernità, ho sempre amato le cattedrali, comprese quelle fatte di parole, così come Osip Mandel’štam definì la Commedia di Dante. Ho sempre amato, quindi, le amicizie fra cristiani e anarchici. Quelle alla Léo Ferré e Giovanni Testori, per intenderci. Ma anche tutte le altre, sulle quali ho scritto libri".

Cos’è per lei la modernità?

"Oggi, dopo duemila anni, la modernità mostra quasi esclusivamente la sua faccia virulenta e senza futuro. Oggi, la cristianità avrebbe tutte le carte in regola per dire: avevamo ragione noi! Invece, proprio oggi, i cristiani si ammodernano e abbracciano il progresso arido e senz’anima. Oggi, la modernità ci porta alla deriva nel presente, navigando su relitti del passato. Oggi, solo nella tradizione cova una scintilla di amore per ciò che verrà".

Qual è, quindi la sua missione che sente di dover portare avanti oggi?

"Sento che tocca a gente come me, vecchio anarchico amante di quel Francesco d’Assisi che fece la rinuncia al governo dei frati, richiamare al Sacro e ricordare la profezia di Thomas Stearns Eliot: Ecce Waste Land (ecco la terra desolata), Ecce Hollow Men (ecco gli uomini vuoti)". Negli ambienti culturali e non solo, c’è quindi attesa per l’uscita dell’ultimo lavoro di Lucilio Santoni, che sarà presentato il prossimo mese di gennaio, edito da "Puntoacapo".

Marcello Iezzi