’Sconto’ a Medaglia, sentenza impugnata

La Procura generale di Ancona impugna la sentenza di riduzione della pena decretata per il tentato omicidio a martellate a Porto Sant'Elpidio, chiedendo di annullare la concessione delle attenuanti generiche. La vittima, senza il soccorso medico, non ce l'avrebbe fatta. La palla passa ora ai giudici della Cassazione.

Colpo di scena nel procedimento per il tentato omicidio a martellate, consumatosi il 4 novembre 2021 a Porto Sant’Elpidio, ai danni di Andrea Ficosecco per motivi di gelosia. La Procura generale di Ancona, d’accordo con il legale della vittima, l’avvocato Rossano Romagnoli, ha impugnato la sentenza che ha visto la riduzione della pena decretato per Egidio Medaglia dalla Corte di Appello di Ancona. I giudici dorici, il 19 giugno scorso, hanno ridotto la condanna a 8 anni di reclusione con revoca della libertà vigilata al termine dell’espiazione. Considerando gli sconti di pena e rievocando l’accaduto, la vittima del tentato omicidio ha valutato come concreta e reale la pericolosità della futura possibile scarcerazione senza libertà vigilata e ha chiesto alla pubblica accusa, tramite il proprio legale, l’impugnazione della sentenza ritenendo congrua la pena a dieci anni ed 8 mesi di reclusione e tre anni di libertà vigilata già inflitta dal giudice per le udienze preliminari di Fermo, Maria Grazia Leopardi il 30 giugno 2022. Difatti la vittima del reato non ha il potere per impugnare direttamente ai fini del peggioramento della pena. L’aspetto non condiviso ha riguardato la concessione delle attenuanti generiche visto il movente passionale e la condotta del Medaglia anche a scapito della compagna. La Procura generale di Ancona ha quindi impugnato la sentenza chiedendo di annullare tale motivazione. Va ricordato che, senza il soccorso medico, Ficosecco non ce l’avrebbe fatta. La palla passa ora ai giudici della Cassazione.