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12 mar 2022

Sindaci con la calcolatrice: "Risparmiamo"

Bollette pazze nei Comuni, Fioravanti: "A breve un piano". Stangoni: "Sto pensando di spegnere le luci nelle frazioni meno popolate"

Si salvi chi può. Anzi, risparmi chi può. I rincari che stanno purtroppo caratterizzando le ultime settimane, dall’aumento delle bollette per luce e gas fino alla clamorosa impennata del prezzo del carburante, rischiano di compromettere anche la stabilità economica dei Comuni. Non a caso, nel Piceno, tanti sindaci stanno studiando delle soluzioni, calcolatrice in una mano e salvadanaio nell’altra, per capire come fare per arginare le spese. Alcuni hanno deciso di accorciare l’orario di accensione della pubblica illuminazione, altri invece spegneranno i riscaldamenti, confidando anche nell’arrivo della bella stagione e dunque del caldo. Ma gli aumenti peseranno, fortuitamente, anche sulle famiglie, visto che in alcuni casi saliranno anche le tariffe per gli scuolabus, tanto per fare un esempio, a causa dell’aumento del prezzo del carburante. Insomma, una situazione non facile, che sta preoccupando parecchio i sindaci.

In città, ad esempio, il sindaco Marco Fioravanti proporrà una ricognizione sui consumi, già nel corso dei prossimi giorni. "Stiamo valutando un piano integrato di risparmio, perché le bollette sono diventate ‘pazze’ anche per il Comune, non soltanto per le famiglie – conferma il primo cittadino –. Non abbiamo ancora svolto una ricognizione, ma conto di farlo presto perché il problema va affrontato". Ieri il Comune di Ascoli ha aderito alla 18esima edizione della campagna intitolata ‘M’illumino di meno’, promossa nell’ambito della ‘giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili’, anche se alle 20 le luci di palazzo dei Capitani erano ancora accese. Non è escluso, però, che per risparmiare ulteriormente gli stessi monumenti non possano restare spenti anche in altre occasioni. Preoccupazione, come detto, anche tra gli altri sindaci della provincia, comprese le zone terremotate. "Avevamo già intenzione di passare all’illuminazione a led su tutto il territorio, ma i costi sono diventati altissimi anche su questo fronte – spiega il sindaco di Acquasanta, Sante Stangoni –. Il problema è serio, perché con questi prezzi rischiamo di non avere più fondi a disposizione, visto che stanno arrivando bollette superiori del 40 per cento rispetto a quelle di un anno fa. Potrei anche spegnere le luci nelle frazioni meno popolate, ma è un segnale che non vorrei dare. Sarebbe una cosa molto brutta, proprio ora che il territorio sta rinascendo dopo il sisma". "Ridurremo sicuramente le ore di accensione per la pubblica illuminazione", prosegue Francesco Leoni, sindaco di Roccafluvione, con la stessa decisione che verrà presa anche a Force. "Proveremo a sfruttare per più tempo la luce naturale – conferma il sindaco forcese Amedeo Lupi -, nella speranza che arrivino finalmente le belle giornate".

Matteo Porfiri

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