La professoressa Graziella Rosetti di Unicam insieme a Marco Corradi di Fas
La professoressa Graziella Rosetti di Unicam insieme a Marco Corradi di Fas

Ascoli, 22 settembre 2018 - Un dialogo tra passato e presente per dare voce alle antiche testimonianze artistiche del territorio piceno, che rappresentano le radici e l’identità delle sue comunità montane, attraverso il restauro di opere artistiche devozionali locali per mezzo di nuove tecnologie scientifico-diagnostiche, multimediali e digitali. Questo è il senso del progetto 'Restauri e devozione' dell'università di Camerino, realizzato con la Fondazione Carisap nell'ambito delle azioni sul terremoto messe in campo dalla stessa Fondazione. 

Un'attività che verrà svolta in otto Comuni e in varie frazioni del territorio (Palmiano, Venarotta, Montemonaco, Montedinove, Montegallo, Arquata e Force, a cui si aggiungono le frazioni di Porchiano, Spelonga e Vezzano per il territorio piceno, mentre nel Fermano si interverrà a Taccarelli, una frazione di Amandola), ma che vuole coinvolgere anche i cittadini e i turisti. L’obiettivo è di guidarli in un viaggio che li porterà indietro nel tempo: per riscoprire le antiche tradizioni dei luoghi scelti, per conoscere oggetti d’arte dimenticati e feriti dal terremoto, svelare i loro segreti attraverso la diagnostica scientifica e infine per appassionarli al loro restauro documentandone ogni fase con video didattici. 

Marco Corradi di Fas ha spiegato che "verranno restaurate le opere che hanno un significato profondo da un punto di vista devozionale per le comunità colpite dal sisma". La professoressa Graziella Roselli, referente del progetto, ha aggiunto: "Questo progetto dà valore agli aspetti tangibili, e non, di queste opere, con l'obiettivo di dare attenzione particolare a situazioni che rappresentano un patrimonio integrato nelle comunità. Vogliamo rivelare i piccoli segreti attraverso tecniche scientifiche, esplorare opere su cui non sono mai stati fatti degli studi".