IL LUOGO Il fatto fu scoperto davanti al liceo scientifico Orsini grazie ai controlli costanti effettuati dalle forze di polizia

Ascoli, 13 giugno 2018 - Erano accusati di essersi presentati davanti al liceo scientifico Orsini di Ascoli per spacciare droga. Per questo due giovani ascolani sono finiti davanti al giudice delle udienze preliminari del Tribunale per i minori di Ancona chiamato a decidere se mandarli o meno sotto processo così come chiesto dalla Procura. Per uno dei due è stata emessa una sentenza di non doversi procedere per non aver commesso il fatto. Per l’altro è arrivato il perdono giudiziale. La vicenda ha coinvolto un terzo ragazzo, anche lui ascolano, che ha scelto in altra sede di sottoporsi alla messa alla prova, un periodo in cui il soggetto deve effettuare lavori socialmente utili al termine del quale, se si è ben comportato, il reato di cui è accusato (in questo caso la detenzione di droga a fini di spaccio) viene dichiarato estinto. I due comparsi ieri davanti al gup del tribunale per i Minori di Ancona, difesi rispettivamente dagli avvocati Andrea Ciannavei e Tommaso Pietropaolo, finirono nel mirino dei carabinieri del nucleo radiomobile, quotidianamente impegnati a stroncare sul nascere episodi di spaccio di droga, in particolare verso studenti. Tutte le mattine c’è un controllo discreto ma attento, che coinvolge anche la polizia, all’ingresso delle scuole, sugli autobus, per individuare soggetti sospetti e prevenire reati. Il 9 ottobre del 2015 il ragazzo che ha avuto il perdono giudiziale vendette mezzo grammo di hashish al terzo soggetto (quello messo alla prova), anche lui minorenne; in cambio ricevette da quest’ultimo 5 euro. Quando i militari dell’Arma lo perquisirono gli trovarono in tasca quattro pezzi di hashish, custoditi in involucri di alluminio per un totale di quasi sei grammi di stupefacente.

VISTO come l’hashish era stato confezionato, ma anche per il fatto che a casa aveva un bilancino di precisione, lo stupefacente venne ritenuto come destinato allo spaccio. Il giovane si difese accusando l’altro ragazzino finito ieri sotto processo. Disse che era stato lui a vendergli i 6 grammi hashish che i carabinieri gli trovarono addosso, pagandoli 50 euro. Una versione che il giudice di Ancona non ha ritenuto vera per cui ha assolto il secondo minorenne. Questi i fatti, caratterizzati dallo scaricabarile dei ragazzini, all’epoca dei fatti sentiti dai carabinieri alla presenza dei genitori. La speranza è che quanto successo sia servito da lezione a tutti e tre; due di loro per aver effettivamente detenuto l’hashish, magari consumandolo pure; il terzo, quello assolto, speriamo abbia imparato a scegliersi meglio le sue amicizie.