Le oche immortalate sulla Mezzina
Le oche immortalate sulla Mezzina

Ascoli, 15 gennaio 2022 - Gli automobilisti si dividono sulla velocità da intraprendere lungo la provinciale 43 Mezzina: c’è chi vorrebbe percorrerla a 90 chilometri all’ora e chi invece invita alla prudenza, a fare chiarezza sulla reale situazione ci pensa un branco di oche che rallenta il traffico: della serie, chi va piano va sano e va lontano. Nei giorni scorsi gli animali, complice anche la pioggia, si sono dirette lungo la strada, hanno pascolato tra la sorpresa degli automobilisti, tra cui il fotografo che ha immortalato la scena, Ludovico Amadio.

Tutto è accaduto nel territorio di Castel di Lama, ricordando a tutti che la strada attraversa contrade e case sparse e che quindi è meglio andare piano. Gli animali lungo la strada provinciale non sono una novità: pecore, capre, galline, cani, asini, cavalli, maiali da sempre caratterizzano la cronaca e adesso arrivano anche le oche, forse a ricordarci che non salvarono solo il Campidoglio, ma potrebbero portare un supporto anche alla gestione della provinciale.

L’Amministrazione provinciale ha riaperta al transito veicolare il tratto dal sesto all’ottavo chilometro, ma è chiaro a tutti che quel pezzo di strada è ancora oggetto di cantiere per il completamento dei lavori. Per questo a partire dal terzo chilometro sono stati disseminati una serie di cartelli che determinano i limiti di velocità che vanno dai 40 ai 50 chilometri all’ora e sono fioccate anche una serie di multe. Gli automobilisti riconoscono che i lavori effettuati sono stati particolarmente complessi: è stato effettuato l’ammodernamento del tracciato, l’ampliamento della carreggiata e la sistemazione di tratti ammalorati, però sottolineano che sarebbe necessario porre l’accento su tutta la strada.

Sarebbe auspicabile intervenire per i primi tre chilometri, dove l’asfalto è ridotto ad un colabrodo, la nuova strada inoltre è troppo scura e nei giorni nebbiosi e di pioggia percorrerla diventa molto difficile, per non parlare dei dislivelli, proprio all’altezza del nuovo viadotto, che creano non pochi disagi.
Sotto accusa l’uso spregiudicato dei rilevatori di velocità, considerati da molti piuttosto che un metodo per garantire la sicurezza un modo degli enti per far cassa.