Arquata, 19 agosto 2017 - A un anno, ormai, dal terremoto dello scorso 24 agosto, l’immobilismo non riguarda solamente le casette, visto che nel territorio di Arquata ne sono state consegnate solamente 42, precisamente a Pescara e Piedilama, ma anche la rimozione delle macerie.

Al momento, infatti, in base ad una stima effettuata ieri dal vicesindaco Michele Franchi, ne sono state portate via solamente 65mila tonnellate su un totale di circa 600mila tonnellate. Poco più di un decimo, quindi, e non si tratta di un risultato sensazionale, visto che dalla prima scossa sono passati dodici mesi. Ma dalla prossima settimana dovrebbe esserci una accelerazione improvvisa per quanto riguarda tale intervento, visto che verrà incrementata anche la presenza dei soldati dell’esercito, che si aggiungeranno alla manodopera offerta fino ad ora dalla Picenambiente e dalla ditta Htr.

Complessivamente saranno più di cento i militari impegnati nel territorio arquatano da lunedì, anche se alcuni erano già arrivati nel paese piceno distrutto dal terremoto nei giorni scorsi, in concomitanza (guarda caso) con la visita del premier Paolo Gentiloni alla frazione di Piedilama.

«Cercheremo di velocizzare le operazioni – ha spiegato ieri il vicesindaco di Arquata –. Purtroppo fino ad oggi non è stato possibile fare di più, perché per diversi mesi ci sono stati dei problemi nel raggiungere Pescara e le altre frazioni, con le strade che non erano percorribili. In queste ore l’esercito è operativo a Tufo, per liberare il paese dalle macerie, mentre la prossima settimana i militari collaboreranno con i vigili del fuoco per rimuovere anche le macerie del capoluogo. Un altro intervento importante, poi, riguarderà anche Piedilama, perchè si dovrà abbattere un’abitazione che impedisce il passaggio verso le casette che sono state realizzate a Pretare. A Spelonga e Faete, invece, alcune macerie sono state già rimosse. Vogliamo far presto – ha proseguito Michele Franchi – perché non si può più aspettare. La presenza dell’esercito ci fa ben sperare sul fatto che l’opera di rimozione subirà una accelerazione nelle prossime settimane. Sono state comunque portate via 65mila tonnellate di macerie e non è poco».

«Nei mesi scorsi le difficoltà sono state tantissime – ha concluso, infine, il sindaco arquatano Aleandro Petrucci – ed è innegabile che ci sono stati dei ritardi per quanto concerne la rimozione delle macerie. Però va detto che per toglierle si deve seguire anche un iter particolare, soprattutto per quelle zone nelle quali è stato trovato l’amianto». Le macerie rimosse dal territorio arquatano finiscono nel centro di stoccaggio che è stato allestito nell’area dell’ex Unimer e vengono rilavorate dalla Htr.