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23 mar 2022

Terreni edificabili a Monterocco Condannato amministratore

A Giovanni Gasperi quattro mesi. Tre le parti civili. contro l’impresa

L’annosa vicenda dei terreni edificabili di Monterocco, acquisiti dalla impresa di costruzioni Grillo senza pagamento del prezzo ai proprietari, è arrivata alla sentenza di primo grado con la pronuncia del giudice del tribunale di Ascoli Claudia di Valerio che ha condannato Giovanni Gasperi, 66enne ascolano amministratore della impresa Grillo, alla pena di quattro mesi di reclusione, alla rifusione delle spese legali e al risarcimento del danno da liquidarsi in separata sede civile, concedendo a titolo di provvisionale immediata alle parti civili costituite, difese rispettivamente dagli avvocati Micaela Girardi e Felice Franchi, una somma di oltre un milione e mezzo di euro. Gasperi è stato riconosciuto colpevole del reato di ricorso abusivo al credito, reato meno grave dell’ipotesi di truffa per la quale era stato inizialmente indagato dalla Procura di Ascoli.

Erano tre le parti civili costituite contro l’impresa Grillo ed a loro il giudice Di Valerio ha assegnato un risarcimento a titolo di provvisionale rispettivamente di 694mila euro 484mila e 347mila. Gasperi è stato dichiarato dal tribunale anche inabilitato dall’esercizio dell’impresa commerciale e incapace di esercitare uffici direttivi per qualsiasi impresa per il periodo di un anno. Scontato il ricorso in appello dell’imprenditore ascolano difeso dall’avvocato Nazario Agostini, in attesa delle motivazioni della sentenza attese entro 90 giorni. Il penalista si è detto fiducioso di ottenere in Appello una sentenza favorevole a Gasperi. La vicenda culminata con la sentenza di condanna riguarda l’area fra Borgo Solestà e il cimitero civico che l’impresa Grillo acquistò a marzo 2013 dai venditori poi costituitisi parte civile. L’impresa però due anni dopo, il 10 febbraio 2015, è stata dichiarata fallita dal tribunale di Ascoli, al culmine di un dissesto che, secondo i venditori, sarebbe stato già tale quando chiusero il contratto per la cessione delle rispettive proprietà a Grillo che però non ne avrebbe fatto loro menzione. L’area era destinata all’accordo di programma in variante al Piano regolatore del comune di Ascoli per la realizzazione di abitazioni di edilizia convenzionata. Il contratto di compravendita era soggetto alla stipula dell’accordo di programma in variante al Prg e avrebbe poi dovuto ratificarlo anche il consiglio comunale con la successiva stipula della convenzione col soggetto attuatore. La società acquirente non ha però poi mai pagato quanto stabilito ai proprietari venditori.

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