di Adriano Sacripanti * Fra i tumori che confondono maggiormente c’è quello del pancreas, una delle patologie con prognosi più severa e che si presenta quasi sempre come un fulmine a ciel sereno. Una neoplasia in rapida crescita negli ultimi anni, che nel 2019 ha fatto registrare ben 13.500 nuovi casi. Solitamente ha un decorso clinico silente, asintomatico fino a quando non ha raggiunto uno stadio avanzato e non ha coinvolto altre zone o ha ostruito i dotti biliari che hanno origine dal...

di Adriano Sacripanti *

Fra i tumori che confondono maggiormente c’è quello del pancreas, una delle patologie con prognosi più severa e che si presenta quasi sempre come un fulmine a ciel sereno. Una neoplasia in rapida crescita negli ultimi anni, che nel 2019 ha fatto registrare ben 13.500 nuovi casi. Solitamente ha un decorso clinico silente, asintomatico fino a quando non ha raggiunto uno stadio avanzato e non ha coinvolto altre zone o ha ostruito i dotti biliari che hanno origine dal fegato e dalla colecisti, per cui viene diagnosticato quando ormai è avvenuta una disseminazione metastatica in altri organi. Circa il 75 per cento dei pazienti muore entro un anno dalla diagnosi e solamente uno su dieci riesce a sopravvivere a 5 anni. Il primo sintomo è l’ittero, cioè la pelle diventa giallastra con urine scure e feci chiare, perdita di appetito, dimagrimento e dolore addominale eo lombare. A questo si sommano la sua elevata aggressività e soprattutto la chemio- resistenza ovvero l’insensibilità alle varie terapie antitumorali, dai normali chemioterapici ai farmaci a bersaglio molecolare fino ai recenti immunoterapici. Il diabete mellito è un significativo fattore di rischio. Le persone affette da oltre 10 anni possono avere un rischio aumentato del 50 per cento rispetto ai non diabetici. Comunque è fondamentale, dicono gli esperti, seguire uno stile di vita corretto: abolire il fumo, restare fisicamente attivi e non abusare delle bevande sia alcoliche e sia zuccherine, come coca cola, aranciate, succhi di frutta. Importante è soprattutto il ruolo dell’alimentazione, poiché un tumore del pancreas su otto è correlato all’obesità, soprattutto se protratta nel tempo, a detta del prof. Melisi, in quanto il tessuto adiposo rilascia nel sangue delle sostanze capaci d’influenzare le lesioni precancerose che possono evolvere in un tumore, ma che al momento della diagnosi non possono essere considerati tali. Si è obesi quando dividendo il proprio peso (in kg) per due volte l’altezza espressa in m per i maschi, il valore è superiore a 30, per le femmine a 28,6. In Italia il 9,7 per cento della popolazione è obesa. Di recente è stato approvato un farmaco che dimostra una maggiore attività ed efficacia, denominato nal-IRI o MM-398, indicato sia per i pazienti con malattia avanzata, sia per quelli in stadio precoce e potenzialmente resecabile con la chirurgia dopo terapia a base di gemcitabina.

* presidente provinciale Associazione Italiana Consumatori