Enrico Diomedi, presidente Start
Enrico Diomedi, presidente Start
Tutti a scuola, anzi facciamo metà, anzi un po’ di più. Il nodo del rientro a scuola è piuttosto ostico per il Governo, impegnato da un lato a riportare finalmente i ragazzi in classe dopo un anno di chiusure, dall’altro a tenere sotto controllo i contagi. Del resto il popolo scolastico è quello più "pericoloso" per gli anziani e i fragili, visto che non ha ricevuto vaccinazione e non la riceverà per un bel po’. Dopo l’ok del Consiglio dei ministri arrivato ieri in serata si arriverà a una sorta di flessibilità per garantire, nelle regioni gialle e arancioni,...

Tutti a scuola, anzi facciamo metà, anzi un po’ di più. Il nodo del rientro a scuola è piuttosto ostico per il Governo, impegnato da un lato a riportare finalmente i ragazzi in classe dopo un anno di chiusure, dall’altro a tenere sotto controllo i contagi. Del resto il popolo scolastico è quello più "pericoloso" per gli anziani e i fragili, visto che non ha ricevuto vaccinazione e non la riceverà per un bel po’.

Dopo l’ok del Consiglio dei ministri arrivato ieri in serata si arriverà a una sorta di flessibilità per garantire, nelle regioni gialle e arancioni, la didattica in presenza per almeno il 75% e fino al 100%; in zona rossa si andrebbe invece da un minimo del 50 a un massimo del 70%.

Il presidente della Start, Enrico Diomedi, ha commentato le ultime evoluzioni: "Aspettiamo il decreto per capire esattamente come dovremo muoverci, di certo un ritorno al 100% degli studenti in classe sarebbe per noi molto problematico".

Il motivo è semplice: considerando che la capienza degli autobus è fissata al 50%, per garantire la sicurezza a bordo ci sarebbe bisogno di molti mezzi in più, che però non ci sono.

"Come Start abbiamo un piano che ‘copre’ fino al 75% degli studenti in presenza: era quello che avremmo attuato dopo le vacanze di Natale, quando si parlava di questi numeri".

In effetti lo stesso problema si era posto lo scorso inverno e il nodo era e resta quello di come i ragazzi arrivano nelle scuole.

"Avevamo quindi elaborato – continua Diomedi – un programma per garantire il trasporto in caso di didattica in presenza al 75%, poi alla fine la scelta fu per il 50%. Allo stato attuale, insomma, un piano per gli studenti in classe oltre il 75% non c’è".

Fino a quella soglia, dunque, il trasporto scolastico sarebbe garantito nel pieno rispetto di tutte le norme; se invece si dovesse andare oltre il 75% servirebbe un ragionamento più strutturato, a partire dal numero dei mezzi in campo.

Alla fine la soluzione di una presenza in classe del 70% potrebbe essere quella migliore per tutti: "Tra 50 e 60% non c’è del resto una gran differenza. Per avere un’idea – ha concluso Diomedi – basta considerare che nel piano in cui si prevedeva la presenza al 75% avevamo ipotizzato l’utilizzo di 35 mezzi, mentre al momento, con la metà degli studenti in classe, su strada ne viaggiano 23".

Sulla capienza a bordo dei pullman non c’è mai stata discussione e si continuerà a viaggiare con i mezzi pieni per metà, in quella forbice compresa tra le percentuali del 70 e del 100%, a seconda della fascia di colore delle Marche e quindi dell’andamento dei contagi e delle terapie intensive:: "Da parte nostra – ha concluso il presidente della Start – siamo in stretto contatto con le scuole per conoscere il numero dei ragazzi che svolgono didattica in presenza e in base a quei dati adeguiamo e programmiamo il servizio".

Daniele Luzi