Ascoli Piceno, 29 dicembre 2020 - Vaccinate le prime quindici persone tra gli operatori sanitari dell’Area vasta 5 (stanno tutti bene, nessuno di loro ha manifestato effetti collaterali), il Piceno ora attende che la campagna vaccinale contro il Sars-Cov-2 possa finalmente iniziare e coinvolgere al più presto anche la popolazione. L’assessore regionale alla sanità, Filippo Saltamartini, nel ‘Vaccine day’ andato di scena domenica, ha annunciato come a gennaio, nelle Marche, arriveranno circa 38mila dosi per la prima fase di somministrazione che riguarderà tutto il personale socio-sanitario e le Rsa e poi, in varie fasi cadenzate, quelle per la popolazione (il Ministero della salute ne ha annunciate 700mila entro settembre).

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Al momento i vaccini disponibili sono quelli di Pfizer-BionTech e di Moderna, che lo porterà in validazione la prossima settimana all’agenzia europea e a quella italiana. Nella farmacia ospedaliera di San Benedetto oggi arriveranno i due congelatori che serviranno per la conservazione delle dosi di vaccino, circa 200, dopo le prime 15, che al massimo entro il 4 gennaio saranno consegnate all’Area vasta 5. Quindi, si procederà immediatamente con la somministrazione al personale sanitario, che ha aderito, dei due ospedali ‘Mazzoni’ e ‘Madonna del Soccorso’, e nelle Rsa, e con l’arrivo delle altre dosi alla vaccinazione degli ultra 80enni. Proprio quest’ultimi entro gennaio potrebbero essere in gran parte vaccinati.

"La scelta di San Benedetto quale base per la conservazione dei vaccini – spiega il direttore del Dipartimento farmaceutico dell’Area vasta 5, Isidoro Mazzoni – è stata dettata solo dal fatto che, da un punto di vista logistico, è più comodo. A differenza di Ascoli dove i servizi sono dislocati in più punti, a San Benedetto si trova tutto in unico edificio. I vaccini saranno comunque trasportati nel capoluogo Piceno con contenitori termici isolanti alla temperatura di 4 gradi".

I punti vaccinali saranno due: il Day surgery dell’ospedale ‘Madonna del Soccorso’ e il poliambulatorio ex Gil ad Ascoli dove si trova il Sisp i cui operatori si occuperanno delle vaccinazioni. Al momento non c’è stato un coinvolgimento dei medici di medicina generale e dunque, con molta probabilità, la prima fascia della popolazione che potrà vaccinarsi, gli ultra 80enni appunto, dovrà recarsi in uno dei due punti. "La struttura organizzativa per procedere alla vaccinazione è pronta perché sarà la stessa che sta conducendo lo screening di massa – ha evidenziato Saltamartini –. Bisogna avere fiducia nella scienza, dobbiamo arrivare all’immunità di gregge. È un dovere che ogni cittadino deve sentire proprio, ma è importante comprendere che vaccinarsi è un gesto di responsabilità".