Valerio Andreucci
Valerio Andreucci

Ascoli, 29 maggio 2017 – Sono le 4,59 di notte del 21 maggio scorso. Dal telefono di Valerio Andreucci parte il seguente messaggio all’indirizzo di un amico: "vado ad ammazzare uno". Sono le 11,54 del mattino successivo e l’amico via sms risponde: "come è andata?". E’ uno degli scambi di sms più inquietanti tra i tanti intercorsi la notte del 21 maggio fra Andreucci e i suoi amici. Il giovane ascolano, il 6 giugno prossimo compirà 24 anni, è in carcere accusato dell’omicidio del veterinario maceratese Olindo Pinciaroli, avvenuto ad Osimo.

Il suo interlocutore quando gli ha chiesto poco prima di mezzogiorno "come è andata?" si riferiva all’avvenuto omicidio che l’amico gli aveva annunciato? Avrebbe avuto il dovere (quanto meno civico) di denunciare il fatto che l’amico minacciava di uccidere qualcuno? O non ha dato credito alle sue parole magari pensando ad una sbruffonata senza alcun seguito? Dovrà certamente spiegarlo. Intanto agli atti dell’inchiesta c’è la conferma che Valerio Andreucci era turbato per un messaggio ricevuto dalla sua fidanzata (nelle carte risulta che gli sia arrivato due settimane prima dell’omicidio). Su questo punto ha testimoniato uno dei suoi amici. "Quella notte mi ha girato l’sms che la sua ragazza gli aveva mandato annunciandogli che era incinta, ma che il figlio non era suo, ma del suo ex ragazzo. Un fatto che lo aveva turbato". 

Probailmente a questo si riferivano gli sms in cui Valerio annunciava l’intenzione di suicidarsi. Un atteggiamento anche esasperato dall’assunzione, da lui dichiarata, di cocaina durante la notte. Ma quando parla di voler uccidere qualcuno non è che nel mirino c’è il ragazzo che ha messo incinta la sua fidanzata? Non si può escludere, ma bisogna anche dire che Andreucci parla anche di un "ciccione bastardo" forse alludendo alla stazza abbondante di Pinciaroli. 

L'accusa. Andreucci è al momento accusato di omicidio volontario. Per il pm Pucilli le modalità della sua condotta mostrano "una particolare inclinazione a delinquere" per aver investito col furgone la vittima già "oggetto di reiterati colpi di coltello"; comportamento che per l’accusa è indice di "particolare crudeltà e pericolosità del soggetto che risulta aver agito con la piena volontà di uccidere e senza un movente specifico". Infine il magistrato, alludendo agli sms con gli amici della notte precedente, esclude che si sia tratta di un omicidio d’impeto in quanto a suo dire "traspare la volontà omicidiaria da parte di Andreucci già diverse ore prima del fatto". 

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