Offida (Ascoli), 10 febbraio 2019 - «Che Luigi Nespeca fosse alla guida con un tasso di alcol nel sangue oltre la soglia consentita è l’unico dato certo; ma la dinamica dell’incidente è complicata e andrà chiarita bene attraverso indispensabili perizie».

Parole dell’avvocato Francesco Ciccolini che assiste il 50enne arrestato dopo l’incidente stradale che è costato la vita giovedì sera al dottor Valerio Cicconi. Accusato di omicidio stradale aggravato dall’assunzione di alcol, Nespeca domani comparirà in tribunale per essere sottoposto all’udienza di convalida dell’arresto.

«E’ sconvolto e addolorato per la morte del dottor Cicconi, non riesce ancora a rendersi conto di quanto è successo tanto è sotto choc» spiega il penalista ascolano. L’arresto del 50enne, posto ai domiciliari, è stato deciso dalla Procura di Ascoli venerdì mattina quando sul tavolo del pm Mara Flaiani sono arrivati i risultati degli esami effettuati presso l’ospedale Mazzoni; hanno acclarato una presenza di alcol nel sangue nella misura di 1,7 grammi per litro, misurazione catalogata come lettera C, superiore all’1,5 per cui si tratta di una contestazione molto grave perché non si parla di un leggero superamento della soglia consentita. 

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I tre segmenti previsti dal codice della strada vanno infatti dal meno grave fra 0,5 e 0,8, quindi quello medio fra 0,8 e 1,5 e il più grave, oltre 1,5 come nel caso di Nespeca che, tra le altre conseguenze, può prevedere l’arresto da sei mesi a un anno e, visto che ha causato un incidente, la revoca immediata della patente.

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La dinamica del sinistro che al momento emerge è quella di Nespeca che giovedì sera si è messo alla guida della sua Citroen Ds3 dopo aver bevuto molto; si è diretto verso Offida percorrendo la parte ammodernata della Mezzina. Dietro di lui la Fiat Punto del dottor Cicconi.

Secondo una prima ricostruzione, la vettura di Nespeca avrebbe scartato a sinistra verso la corsia opposta mentre da Offida sopraggiungeva la Fiat Tipo guidata da L.S. di 30 anni. L’urto «spigolo-spigolo» ha mandato la Tipo contro il muro di cemento che ha poi fatto carambolare l’auto di L.S. nella corsia dove arrivava in quel momento lo sfortunato Cicconi.

L’impatto è stato violentissimo nonostante il primo scontro abbia per forza di cose rallentato la corsa della Tipo. La perizia che certamente la Procura disporrà dovrà stabilire soprattutto due aspetti: la velocità delle due vetture (anche di quella di Cicconi), per capire chi andava oltre il limite di quel tratto, e il punto esatto del primo scontro.

«Il nostro pensiero in questo momento va soprattutto al dottor Cicconi, a familiari e amici» dice l’avvocato Ciccolini. «Poi – aggiunge – andranno doverosamente chiariti gli aspetti relativi alla dinamica dell’incidente. Prendiamo atto della prima ricostruzione circolata, ma credo che solo le perizie potranno stabilire con assoluta certezza la velocità delle vetture coinvolte e dove è avvenuto il primo impatto fra la Tipo e la Ds3. Ciò è indispensabile per attribuire le giuste responsabilità, ferme restando quelle che il mio assistito già ha per essersi messo alla guida con un tasso alcolico superiore al limite».