MARIA GRAZIA LAPPA
Cronaca

Spinetoli (Ascoli), tornano i vandali: muri imbrattati e rubinetti rubati. I sacerdoti: “Perché fate così?”

Ignoti di nuovo in azione a Casa Santa Maria, i padri dehoniani si rivolgono direttamente agli autori del gesto

Alcuni dei danni provocati dai vandali

Alcuni dei danni provocati dai vandali

Alcune sere fa i soliti ignoti sono entrati nuovamente nelle stanze della vecchia villa del complesso, si sono introdotti attraverso una finestra dove hanno praticato un forellino e poi hanno raggiunto i corridoi e le sale dell’ex seminario, dove hanno danneggiato tutte le pareti, da poche ristrutturate e ritinteggiate e infine hanno rubato i rubinetti e le docce dei bagni appena sistemati.

Si registra un certo grado di nervosismo e di impotenza da parte dei sacerdoti che ormai sono stanchi di subire i continui attacchi di balordi che con le bombolette spray hanno lasciato la loro vandalica firma sulle pareti. “Basta, ci rivolgiamo a voi – dichiarano i padri – autori di questo atto indegno, non vi vergognate neanche un po’?”.

Perché un edificio così bello, un patrimonio, immerso in un meraviglioso parco, un posto che per tanti anni ha assolto un ruolo molto importante per tutta la Vallata del Tronto, deve essere ridotto così?

Nel seminario, nel corso degli anni, si sono formati molti professionisti, nella struttura hanno lavorato operatori, insegnanti, cuochi, un luogo che ha dato lustro all’intero territorio. Il fenomeno non può essere bollato sbrigativamente come risultato del disagio minorile, quanto sta accadendo a Pagliare del Tronto cela qualcosa di ancora più profondo: siamo di fronte a un problema culturale, che va contrastato facendo vedere e sentire la parte sana della cittadina, quella che tiene al bene comune rappresentato da luoghi. E’ ora di dire basta all’inciviltà. Casa Santa Maria è patrimonio di tutti, ognuno deve fare la sua parte: rispettarla e curare lo splendido complesso che oltre all’antica villa è caratterizzato dall’ex seminario, dal santuario e da un immenso parco. La civiltà di un popolo si misura anche sulla sua capacità di rispettare i luoghi, la memoria e l’identità del territorio.