Ascoli, due nigeriani nei guai per stupro rischiano la sarcerazione (Foto repertorio Ansa)
Ascoli, due nigeriani nei guai per stupro rischiano la sarcerazione (Foto repertorio Ansa)

Ascoli Piceno, 8 ottobre 2018 -  Da una parte il sostituto procuratore Mara Flaiani che chiede che C.E. e P. B. restino in carcere nel frattempo che l’inchiesta sulla violenza sessuale su una minorenne di cui sono accusati venga completata. Dall’altra il legale dei due nigeriani, l’avvocato Umberto Gramenzi, che invece sostiene che dopo un anno di carcerazione preventiva i due vanno scarcerati, sostenendo che non è colpa loro se le indagini hanno subìto ritardi. In mezzo il giudice Annalisa Giusti che venerdì prossimo dovrà valutare i due diversi punti di vista e decidere della sorte dei due richiedenti asilo, da un anno in carcere, un primo periodo a Marino del Tronto e poi nella casa circondariale di Pesaro.

E’ una settimana importante per l’inchiesta sulla violenza sessuale che una ragazzina ascolana, all’epoca 13enne, ha detto di aver subito fra agosto e ottobre 2017 da parte di ragazzi più grandi di lei (avevano 21 anni), ma che considerava amici, tanto da frequentarli. Il 25 ottobre scadrà il termine massimo di un anno di custodia cautelare in carcere dei due extracomunitari, prima dell’arresto ospiti all’Oasi di Carpineto. La procura ha però chiesto una proroga di tre mesi delle indagini poiché non sono ancora disponibili i risultati dell’esame del dna sugli abiti di tre giovani e non sono stati estrapolati dai rispettivi telefonini le conversazioni attraverso sms e whatsapp.

Occorre altro tempo e per il pm Flaiani i due nigeriani debbono attendere ancora in carcere. Pensiero che condivide anche l’avvocato Annalisa Corradetti, legale della famiglia della ragazzina. I due sono entrambi indagati di violenza sessuale di gruppo su minore. Secondo l’impianto accusatorio, mentre la giovane stava aspettando il bus in viale De Gasperi ad Ascoli l’avrebbero raggiunta invitandola a seguirli nonostante il rifiuto e le urla di lei. L’avrebbero quindi afferrata per un braccio conducendola nei giardini dove, a turno, mentre uno la teneva ferma e le palpava il seno, l’altro consumava il rapporto sessuale. Al solo C.E. il pm Flaiani contesta anche il reato di violenza sessuale su minore per aver compiuto atti sessuali con la stessa ragazzina durante l’estate 2017 a San Benedetto, in concorso con un’altra persona non identificata. A distanza di un anno non c’è alcuna notizia di questo terzo extracomunitario che ormai potrebbe essere ovunque. Per la verità la ragazzina non è stata in grado di indicare con precisione in quale appartamento di San Benedetto avrebbe fatto sesso con lui e con C.E..