Acquasanta (Ascoli), 22 ottobre 2020 - Deve esserci una sorta di maledizione a Pozza e Umito, piccole frazioni di Acquasanta ieri diventate per un giorno zone rosse. Prima il terremoto, le cui conseguenze sono visibili ancora oggi, poi il nevone del 2017 che aveva isolato i residenti, senza riscaldamento e acqua, costretti poi a passare tre giorni insieme nel ristorante Lupus in Tavola. Adesso è la volta del Covid, che ha spinto il sindaco Sante Stangoni a chiudere tutto per una giornata: fino a ieri sera era vietato entrare e uscire dalle due frazioni con un numero da chiamare (Croce Verde, 0736802459) per chiedere beni di prima necessità e medicine. "Visto l’aumento dei casi ho ritenuto giusto prendere questa decisione – le parole del primo cittadino Sante Stangoni –. Poi dicono che noi sindaci non prendiamo responsabilità, lo facciamo eccome: anche più del Governo".

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Lungo la strada ieri mattina c'erano due pattuglie dei carabinieri, le transenne vietavano il passaggio. Sullo sfondo i Monti della Laga. Il cilma lungo la salita che porta da Santa Maria a Umito era spettrale. Per arrivarci bisogna prima passare da Pomaro e Pito, poche case lungo le strade, nessuno in giro. La salita, soprattutto d’estate, viene percorsa da ciclisti amatoriali. Le pendenze non sono impossibili, ma l’ascesa è costante e mette a dura prova le gambe.
 

A dura prova ora ci sono gli abitanti delle due frazioni: sono 68 in tutto e sono abituati a condividere tutto, come si fa nei piccoli paesi. Il virus deve aver trovato un pertugio dove infilarsi e ha colpito, purtroppo in qualche caso anche duramente. In una casa è stato portato l’ossigeno per una signora che accusava forti problemi respiratori e, ieri mattina, è stato fatto il giro delle abitazioni per fare i tamponi a tutti i residenti. "Ci mancava solo questa – ci dice un abitante del posto, contattato al telefono – ma siamo gente di montagna, tosta: la supereremo".
 

In serata sono arrivati i risultati dei test (23 i positivi totali) e, come spiega il sindaco, "sono emerse situazioni di positività dove non credevamo, tra persone che non avevano avuto contatti con chi era stato già contagiato. Diversi sono asintomatici ma ci sono anche casi problematici. Certo che – il commento amaro di Stangoni –, dopo sisma ed emergenza neve ci mancava solo questa: le abbiamo viste un po’ tutte".

Da ieri sera, comunque, la zona rossa è stata revocata, come lo stesso sindaco ha scritto nel tardo pomeriggio di ieri su Facebook: "Le forze dell’ordine controlleranno tutte le persone che da disposizioni dell’Area Vasta devono rimanere in casa. I negativi della zona rossa, non appartenenti a nuclei con persone positive, possono recarsi al lavoro esponendo alle forze dell’ordine il messaggio ricevuto per la negatività". "Dalle 22 di oggi (ieri ndr) – conferma poi l’ordinanza – è consentito l’allontamento e il rientro dalle proprie abitazioni e dai territori delle frazioni di Pozza e Umito ai soggetti residenti o domiciliati che siano risultati negativi al test".
 


Da Pozza e Umito ad Acquasanta il clima non è comunque dei migliori. Nei bar ci sono pochissimi clienti: "Da una settimana la gente ha paura – dicono dal Bar B&G, a Santa Maria –. Si vedono poche persone e per le attività è sempre più difficile". Dietro il bar c’è la stradina che porta a ’Lu vurghe’, una piccola spa naturale meta di turisti da quando è stata aperta, nel giugno dello scorso anno. Un angolo di paradiso creato dalle sorgenti di acqua sulfurea: nell’estate del 2019 avevano stimato almeno 20mila presenze e anche quest’anno non deve essere andata peggio. Ora, però, si fa fatica a parlare di turismo, soprattutto nelle ultime settimane, quando la nuova ondata di virus ha colpito in maniera particolare il Piceno e Acquasanta. Qualcosa è cambiato, e lo confermano anche dal Bar dello Sport, lungo la Salaria: "L’assenza dei residenti di Pozza e Umito si fa già sentire – dice la barista –. Sono pochi, è vero, ma frequentano i locali e molti sono nostri clienti".