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Ascoli, boom di acquisti online nel Piceno. Ma poche imprese sfruttano l'e-commerce

Secondo i dati forniti dalla Cna aumentano anche le vendite "porta a porta". Al via nuovi incontri per l'informazione e le consulenze sulla digitalizzazione. In arrivo un bando a fondo perduto da 30mila euro

Ultimo aggiornamento il 1 febbraio 2018 alle 14:21
La Cna fa il punto sulla digitalizzazione delle imprese

Ascoli, 1 febbraio 2018 – Boom di acquisti online: i marchigiani comprano molto utilizzando l’e-commerce. Lo fa il 31,7 per cento della popolazione, dato superiore addirittura alla media nazionale che si attesta al 28,7 per cento. Indietro ancora le imprese che non sfruttano abbastanza la vendita elettronica. A livello nazionale – i dati elaborati dalla Cna di Ascoli (fonti: Istat, Banca d’Italia e Centro studi della Cna regionale delle Marche) – viene utilizzata dall’11 per cento delle aziende; a livello regionale questa percentuale scende al 5,8 per cento, mentre nel Piceno precipita addirittura al 4,9 per cento.

“Questo dati – è il commento di Luigi Passaretti, presidente territoriale della Cna Picena e Francesco Balloni, direttore generale della Cna di – confermano un grave gap fra domanda e offerta. Ma indicano anche molto chiaramente la strada da seguire. Se i numeri ci dicono che 31 marchigiani su 100 acquistano online è chiaro che quelle circa 5 imprese Picene su 100 che vendono online sono davvero poche. Poche e con il rischio di perdere giorno dopo giorno fette vitali di mercato e quindi di fatturato. Come Cna abbiamo iniziato il 2018 programmando a tappeto su tutta la provincia incontri con le imprese proprio per informazione e consulenze sulla digitalizzazione. Con la Regione che ci supporta con l’importantissimo bando di finanziamento sulla digitalizzazione che è attualmente attivo e lo sarà fino al 9 febbraio, giorno ultimo di scadenza”.

Altro dato significativo, elaborato sempre dalla Cna di Ascoli – riguarda un filone di fatturato che, al contrario, ha poco a che vedere con le nuove tecnologia ma riguarda pur sempre la possibilità delle imprese di crescere e di creare nuovi posti di lavoro. In Italia, nel 2017, i centri per l’impiego hanno registrato quasi 19mila richieste di imprese per posti di lavoro come addetto alle vendite a domicilio. Nel Piceno, dato in questo caso il linea con quello nazionale, sempre nel 2017, le vendite “porta a porta” sono aumentate del 2,5 per cento. E non perché siamo una nazione “vecchia”. In Europa, infatti, la percentuale di crescita delle vendite dirette a domicilio è salita addirittura di 3,5 punti. Alimentare, viaggi e cosmetici in cima alla lista dei prodotti con maggiore incremento di vendite a domicilio.

“In questo quadro la consulenza che diamo alle imprese – spiega Vincenzo Brutti, di Fidimpresa Marche – è fondamentale perché deve considerare svariati fattori, anche molto diversi l’uno dall’altro, ma che hanno tutti l’obiettivo di far crescere l’impresa o di far sì che la nuova attività proceda al meglio. Il bando sulla digitalizzazione è mirato al potenziamento del digitale e dell’e-commerce. Ma a giorni uscirà un altro bando regionale che prevede un’erogazione a fondo perduto fino a 30mila euro. A questo bando possono accedervi tutti i cittadini residenti da almeno tre mesi nelle Marche e disoccupati al momento della presentazione della domanda. E sono finanziabili tutte le spese, in qualche caso anche al cento per cento, per avvio di attività, macchinari, ma anche per risorse umane da destinare sia al potenziamento dell’utilizzo aziendale delle nuove tecnologia sia alla rete di vendita e al contatto, anche diretto, con il pubblico e gli acquirenti”.

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