Ascoli, 16 febbraio 2018 – “Vedere tanti imprenditori riuniti ci rende fieri e dimostra che le industrie unite sotto un'unica bandiera possono veramente rivendicare un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell'Italia”. Queste le parole con cui Simone Mariani, presidente di Confindustria Centro Adriatico ha commentato l’incontro tra ottomila imprenditori provenienti da tutta Italia riuniti per l’assise Generale di Confindustria a Verona. Onori di casa a Verona affidati al presidente Vincenzo Boccia: “Noi siamo venuti ad ascoltarlo - ha detto Mariani- e a dare il nostro contributo, accendendo un focus sul nostro territorio e il suo rilancio. E Boccia sarà il 16 marzo a Fermo, al Teatro dell’Aquila, per la prima assemblea pubblica unitaria tra le territoriali di Ascoli Piceno e Fermo”. “Si è molto discusso – ha proseguito – della crescita del sistema turistico. Tutti i territori sono consapevoli che la cultura è una risorsa inesauribile che può sfamare e che anzi deve diventare un asset fondamentale. Per questo, come Confindustria centro Adriatico, mettiamo a disposizione della Regione Marche il nostro know how per realizzare campagne promozionali vincenti e indirizzare al meglio i fondi che la regione riceverà dall’Europa per il rilancio proprio del territorio che rappresentiamo”. Nei tavoli tecnici un ruolo da protagonista l’hanno giocato i vertici di Confindustria Centro Adriatico. Alla fine è stato creato un documento che sintetizza le proposte dell'associazione verso il mondo della politica in vista delle elezioni del 4 marzo. Linea guida della discussione è stato il rapporto annuale del Centro Studi di Confindustria che ha ribadito come “l’Italia non possa perdere terreno anche nella competitività. Per evitare il rischio, bisogna puntare su tre assi: il territorio, il patrimonio culturale e gli imprenditori".

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha chiuso l’incontro con parole di fiducia: “Dobbiamo passare dalla rassegnazione e dal pessimismo ad una visione condivisa. Abbiamo un processo decisionale farraginoso, che favorisce i veti e la polverizzazione delle responsabilità. Dobbiamo porre la questione temporale come una grande questione nazionale e chiederci quanto tempo ci mettiamo per fare quello che diciamo. Nella nostra visione, un Paese semplice ed efficiente è un Paese che fa quello dice, e lo fa in tempi certi”.
Parole che Mariani riporterà alla realtà territoriale in modo da costruire un percorso di sviluppo locale, ma in perfetta sintonia e sinergia con il nazionale: “Un momento emozionante e carico di significato per la nostra categoria. Era importante una grande e maggiore risposta da parte delle imprese e posso testimoniare che c'è stata. Una presa di orgoglio e una voglia di farsi sentire che più che mai è evidente, quasi assordante ed annichilente nei confronti di chi potesse sostenere il contrario. Aspettiamo ora l'esito di queste consultazioni politiche consapevoli che non resteremo supini nei confronti di chi sarà deputato a governare, ma che saremo parte attiva, di indirizzo e di controllo”.