Il presidente di Confindustria Centro Adriatico, Simone Mariani
Il presidente di Confindustria Centro Adriatico, Simone Mariani

Ascoli, 24 febbraio 2019 - Non le ha mandate a dire ai sindacati Simone Mariani, presidente di Confindustria Centro Adriatico che è intervenuto sulla vicenda dello sciopero alla Pfizer dopo l’istituzione dei turni 3x6: “L'orario di lavoro predisposto dall'azienda – è stata la premessa del presidente – è contemplato come normale, e come tale regolamentato dal contratto collettivo nazionale di lavoro per l'industria chimica farmaceutica, condiviso a livello nazionale dalle stesse organizzazioni sindacali. A fronte di esigenze quindi perfettamente coincidenti con le disposizioni del contratto nazionale, si sono svolti con le rappresentanze sindacali aziendali e provinciali nella sede di Confindustria almeno quattro incontri formali, durante i quali sono state approfondite e discusse sia le necessità produttive ed organizzative sottese alla modifica dell'orario di lavoro, sia le modalità gestionali connesse alla nuova articolazione degli orari: stupisce pertanto che le stesse parti sindacali presenti al tavolo abbiano motivato la protesta in base a una scelta unilaterale senza un confronto".

Dopo queste puntualizzazioni, Mariani è passato all’attacco: “Queste premesse tecnico-sindacali appaiono irrilevanti rispetto all'atteggiamento dei sindacati, di assoluta irresponsabilità di fronte alla situazione economico produttiva di un territorio, come quello piceno, così a rischio di deindustrializzazione da ‘meritare’ il riconoscimento di area di crisi industriale complessa, riconoscimento al quale le stesse organizzazioni sindacali si vantano di aver contribuito. Riteniamo la protesta messa in atto presso la Pfizer una grave manifestazione di incoerenza, anzi un vero e proprio tradimento nei confronti di tutto il sistema economico locale: l'esperienza dell'abbandono del territorio da parte di diverse multinazionali evidentemente non ha insegnato nulla e ci si permette di contrastare scelte aziendali che vanno nel verso dello sviluppo e della competitività del sito, e che danno un segnale forte alle speranze di rinascita industriale e sociale del territorio, sulla base di malumori e disagi, scomodando e mistificando anche concetti, come quello di stress lavoro correlato, che hanno un diverso e ben più preciso significato, tra l'altro oggetto, per legge, di specifica valutazione in ambito di sicurezza aziendale. Non dimentichiamoci – ha aggiunto il presidente degli industriali - le assunzioni, effettuate e programmate, dall'azienda. È la solita storia che ha accompagnato la parabola delle multinazionali nel nostro territorio: la considerazione che siano una ‘vacca da mungere’. Ma la parabola ha avuto, come sappiamo, una caduta libera e se, bontà sua, la Pfizer ha potuto ancora permettersi lo scorso anno di firmare un accordo sul premio di partecipazione che vale mediamente 1.700 euro a dipendente, non bisogna dimenticare – è stato l’avvertimento di Mariani - che gli equilibri economici che consentono di mantenere sul territorio imprese ed investimenti sono mutevoli, e che iniziative come quella in atto in azienda rischiano di destabilizzarli irrimediabilmente”.