Il presidio dei "Disoccupati Piceni"
Il presidio dei "Disoccupati Piceni"

Ascoli, 17 marzo 2018 - I nuovi dati relativi alla disoccupazione nel piceno fanno riflettere, anche se qualche debole segnale di ripresa comincia a farsi vedere. In base ai numeri forniti dal Centro per l’impiego, lo scorso anno la somma tra disoccupati e inoccupati nell’area di Ascoli e San Benedetto ammontava a 27.756, mentre quest’anno porta ad un risultato di 25.726. Una cifra enorme, ma che risulta inferiore di 2.030 unità rispetto al dicembre 2016. È comunque opportuno distinguere tra i disoccupati, ossia quelli che hanno perso il lavoro, e gli inoccupati, che non hanno mai stipulato un contratto. Se questi ultimi sono solo 2.416, il numero dei disoccupati è altissimo. Sono infatti ben 23.310 quelli che si sono ritrovati a spasso: 11.539 ad Ascoli e 11.771 a San Benedetto.

Ma vediamo come si ripartiscono queste cifre in base alla fascia d’età e al titolo di studio. I disoccupati diplomati sono 6.446, quelli in possesso della licenza media 7.253, 1.546 con licenza elementare e 1.292 quelli in possesso di un titolo di istruzione secondaria che non da diritto di accesso all’Università. I disoccupati laureati, invece, ammontano a 1975. A risultare particolarmente interessante è poi la ripartizione per fasce di età, che lascia intuire la drammaticità del tasso di disoccupazione tra gli over 40 e gli over 50, categoria che rappresenta anche l’anello più debole della catena, visto che le aziende tendono ad assumere candidati giovani. Se infatti gli under 30 sono 3.333, il numero è destinato a salire in modo direttamente proporzionale all’età: 4.041 in una fascia compresa tra i 30 e i 39 anni; 4.743 tra i 40 e 49 e addirittura 8.804 sopra i 50 anni.

«La situazione non è delle migliori - commenta Stefano Girolami, responsabile del Servizio Orientamento del Centro per l'Impiego di Ascoli - stiamo facendo il possibile, cercando di lavorare sull’occupabilità. Il mondo è cambiato e le professioni che servivano un tempo, oggi non servono più. Cerchiamo di riqualificare i disoccupati per offrire loro competenze necessarie a rientrare nel mondo del lavoro». E i progetti in ballo sono parecchi: «Si inizia dall’orientamento - prosegue Girolami - perché la dispersione scolastica è divenuta una piaga sociale. Il progetto più interessante è “Pro me”, una serie di iniziative portate avanti nelle scuole medie. Lavoriamo in classe per indirizzare gli alunni al mondo del lavoro attraverso schede individuali che tracciano percorsi precisi per ognuno di loro. Lavoriamo anche nelle scuole superiori con dei laboratori e ogni mese organizziamo tanti seminari per i disoccupati che si sono trovati in difficoltà dopo il Jobs Act. Li aiutiamo a capire i rischi che corrono e le procedure da seguire. Periodicamente, poi, escono molti bandi e tirocini che in molti casi portano ad un’occupazione stabile, perché le aziende sono incentivate ad assumere».

Eppure, a quanto pare, tutto questo basta. A pensarla così sono i "Disoccupati Piceni", associazione di libera aggregazione civile nata in difesa del diritto al lavoro. Dopo il presidio del 13 marzo in sede di Consiglio regionale, il gruppo non si ferma e porta avanti la sua battaglia. «Chiediamo un piano concreto di sviluppo industriale - dicono i referenti del gruppo - e chiediamo un ammortizzatore sociale universale per tutte le fasce di disoccupati, primi fra tutti gli over 40 e 50, che difficilmente riescono a trovare un nuovo impiego. Inoltre, propugniamo l’abolizione del limite di 29 anni nelle offerte di lavoro e una riforma dei Centri per l’Impiego che, a nostro avviso, non fanno abbastanza». I Disoccupati Piceni si dicono inoltre insoddisfatti della risoluzione del Consiglio Regionale: «Ci sembra che la proposta lanciata dal Movimento 5 Stelle sia finalizzata ad incentivare ancora troppo le imprese a scapito delle persone e delle famiglie. Le nostre richieste sono state accolte solo a metà. Ancora non emerge la certezza di un sussidio per i disoccupati che non hanno nulla. Noi piceni deteniamo il record del tasso di disoccupazione della regione. Qui l’emergenza è totale».

In attesa che qualcosa inizi a muoversi, i "Disoccupati Piceni" incontreranno presto i candidati delle forze politiche nel tentativo di trovare delle soluzioni rapide ed efficaci in un territorio martoriato anche dai recenti eventi sismici. «Il terremoto ha messo a dura prova le nostre zone - ha detto ancora Stefano Girolami - e ne stiamo ancora risentendo. La stagione estiva non è andata bene, ed è un peccato, perché è uno dei nostri punti di forza. Credo però che non appena partirà la ricostruzione, ripartirà anche l’economia, specie per quanto riguarda il settore dell’edilizia. Non bisogna arrendersi».