La riunione alla libreria Rinascita
La riunione alla libreria Rinascita

Ascoli, 9 marzo 2019 – Lo hanno definito ‘salvagente civico’ ed è la nuova proposta del gruppo ‘Disoccupati Piceni’ per assicurare un’occupazione agli over 50 che non ce l’hanno più, dopo essere state “vittime involontarie della delocalizzazione selvaggia e di nuove regole contrattuali che li escludono, di fatto, dal mondo lavorativo”. Con queste parole il comitato ha spiegato la sua ultima idea, sviluppata durante la tavola rotonda che si è tenuta alla libreria Rinascita: in quella sede è stata evidenziata la difficile situazione in cui si trovano numerosi 50 e 60enni, senza lavoro da molti anni. Quelli che loro definiscono “giovani per la pensione e vecchi per essere ricollocati in aziende private”. L’età anagrafica e l’entrata in vigore dal primo gennaio di nuovi incentivi come il ‘bonus lavoro giovani’, secondo il gruppo dei ‘Disoccupati’, “escludono o rendono quasi impossibile trovare un lavoro regolare dopo i cinquant’anni, in un’area di crisi industriale e per di più terremotata. Serve una misura legislativa – è la richiesta del gruppo - riservata a questa fascia anagrafica di disoccupati, madri e padri di famiglia, che spesso nel loro ambito lavorativo hanno ricoperto mansioni di responsabilità. Precluso l’impiego privato, l’impossibilità di usufruire dell’anticipo pensionistico, esclusi anche dal reddito di cittadinanza, l’unica strada percorribile per vivere e ricollocarsi è un lavoro in un’azienda pubblica”.

Ecco quello che definiscono ‘salvagente civico’, “perché dovrebbe salvaguardare i disoccupati over 50 e garantire un futuro dignitoso ai lavoratori che sono stati licenziati ma che rappresentano una ricchezza sociale non utilizzata”. Nello specifico, l’intervento legislativo straordinario richiesto consiste nel riservare almeno il 50% dei posti per il personale supplente Ata delle scuole, oppure in generale nel pubblico, considerando l’arrivo dei prepensionamenti di ‘quota 100’, ai disoccupati involontari over 50 del Piceno. “Una proposta a costo zero – spiegano - che non grava economicamente sulle casse perché si tratta solo di riservare la metà dei posti previsti nel piano assunzioni, per le scuole o amministrazioni del Piceno, ai cittadini senza lavoro di età superiore ai 50 anni, licenziati involontariamente da aziende che hanno delocalizzato. Questa soluzione, se fosse attuata, sarebbe sicuramente un cambio di passo e rafforzerebbe la coesione della comunità”.