AL TIMONE Carmelo Silvestri in una foto di qualche anno fa (Sgattoni)
AL TIMONE Carmelo Silvestri in una foto di qualche anno fa (Sgattoni)

San Benedetto del Tronto (Ascoli), 12 aprile 2019 - La notizia era nell’aria, ma adesso è ufficiale, e non può che destare scalpore come ogni volta che si passa dalle parole ai fatti: la Sipa spa, storica azienda edile di San Benedetto, è stata ammessa nei giorni scorsi al concordato dal tribunale fallimentare di Ascoli, e va verso la liquidazione e poi la chiusura; i commissari sono i commercialisti Mariano Cesari di Castel di Lama e Mario Petrocchi di San Benedetto. La crisi del settore, che ormai imperversa da anni, miete insomma un’altra vittima in città, dopo aziende altrettanto note come la Soledil, che si trova nella stessa situazione, ma in una fase più avanzata di dismissione dei beni posseduti. 

Il concordato concesso alla Sipa vuole naturalmente dire che i creditori non possono ‘aggredire’ il patrimonio della società, la quale predisporrà invece nell’arco dei prossimi quattro mesi un piano da sottoporre ai vari fornitori, onde ripianare almeno in parte la situazione debitoria. Si prevede quindi l’immissione di decine di appartamenti sul mercato mediante il meccanismo delle aste, a prezzi più vicini a quelli di mercato, rispetto a quelli di pochi anni fa, che hanno invece scoraggiato gli acquirenti e generato quindi una massa di ‘invenduto’. La Sipa ha realizzato nel tempo importanti progetti nel comprensorio: dal Tesino Village a Grottammare, al complesso La Vigna lungo la Valtesino, nel territorio di Ripatransone.

Progetti ambiziosi, non premiati da sufficienti vendite. I numeri della società verranno ora valutati dai due commissari, ma naturalmente si tratta di molti lavoratori, numerosi immobili, e naturalmente una forte esposizione debitoria, a cominciare dalle banche. Ma si ricorderà anche che la società aveva in corso una serie di progetti con gli enti pubblici, a partire dal comune di San Benedetto e dall’ipotesi di realizzazione di quella piazza San Pio X, agognata da anni dai residenti, apparentemente a portata di mano, e ora di nuovo in forse, per non dire di peggio. Ma c’è inoltre la palazzina di piazza Kolbe, lungo la Statale 16 all’altezza della chiesa di Sant’Antonio, che la Sipa stava realizzando, con l’accordo di cedere al comune gli spazi necessari per la nuova centrale della Polizia municipale. In questo caso erano già state concesse diverse proroghe. Adesso l’intera pratica subisce una forte battuta di arresto. In effetti non è facile anche solo immaginare chi possa subentrare in ognuno di questi casi, con tutto che la liqudiazione potrebbe attirare altri soggetti, e far ripartire un settore pesantemente penalizzato dalla crisi.