L'ospedale ascolano
L'ospedale ascolano

Ascoli, 16 ottobre 2019 - "Uniformità sul territorio marchigiano delle strutture ospedaliere, per ora completamente e colpevolmente sbilanciate verso il nord delle Marche": questa la richiesta di Peppe Giorgini, consigliere regionale dei Cinque Stelle, che a questo proposito ha presentato una mozione in cui chiede che "nell'Area vasta 5 siano presenti due ospedali di primi livello in deroga, vista anche la situazione del territorio per via del sisma, come già avvenuto per altre Aree vaste nel territorio marchigiano".

Nella mozione, che sarà seguita da alcuni emendamenti al piano sanitario, Giorgini scrive che "i numeri confermano l’enorme differenza di strutture tra il Piceno e le altre province e per questo motivo appare impossibile servire un territorio con una struttura centrale a Spinetoli, ben sapendo che la collocazione e la classificazione di primo livello dell’ospedale di Ascoli Piceno non può essere messa in discussione per via dei 917 km quadrati di territorio (quasi tutto nel cratere, quindi quasi tutti i 21 Comuni sono stati toccati dal sisma)". Inoltre, il consigliere pentastellato sostiene che "nel Piceno si debbano necessariamente prevedere due ospedali di primo livello per via della conformazione non solo abitativa ma anche turistica recettiva, e soprattutto per via delle infrastrutture stradali che fanno della zona a ovest di San Benedetto, nel Comune di Monteprandone (proprio ai suoi confini), la localizzazione ideale per realizzare una struttura di 250 posti letto (e non di 500), che consentirebbe di far risparmiare ai cittadini marchigiani ben 500 milioni di euro".

Dopo alcune considerazioni sulla modalità con cui si è arrivati a scegliere Pagliare, il consigliere conclude chiedendo l'impegno della giunta regionale "a uniformare le scelte del Piano socio sanitario regionale 2019-2021 con la previsione di interventi relativi ai nuovi stabilimenti e a quelli già esistenti sulla base di un criterio ecosostenibile per la loro localizzazione in base al fabbisogno dei posti letto, alla efficienza delle attrezzature, alla rete viabile e alle condizioni geomorfologiche e igienico sanitarie della popolazione" e soprattutto "a tutelare in queste scelte, in via assolutamente prioritaria, la popolazione assistita dei 21 Comuni interessati dal sisma e rientranti nel cratere sismico". Terza e ultima richiesta, "programmare nel Piceno, in omogeneità alla situazione esistente nelle altre quattro Aree vaste tenendo conto anche dell’enorme potenziale di mobilità attiva che deriverebbe dal vicino bacino d’utenza del Teramano, due ospedali di primo livello, uno ad Ascoli e uno a San Benedetto".