Le sardine
Le sardine

Ascoli, 21 novembre 2019 - Le ‘sardine’ sono sbarcate anche in provincia: il gruppo facebook in poche ore ha registrato un gran numero di adesioni e ora la macchina organizzatrice si è messa in moto per preparare la manifestazione di piazza, come nello spirito di questo movimento. A creare il gruppo è stata Ilaria Chiovini, 25enne ascolana che vive proprio a Bologna, città dove la protesta è nata.
Com’è nata l’idea di un gruppo delle ‘sardine del Piceno’?
«Lo spirito è lo stesso di piazza Maggiore: quindi giovani che vogliono manifestare contro una politica di odio e una comunicazione che va in questa direzione. Credo che Ascoli soffra di questi problemi da molto più tempo e quindi ho ritenuto utile dare un segnale anche da noi: cioè che ci sono persone che resistono e che vogliono tornare in piazza a manifestare, senza simboli né bandiere ma solo con il desiderio essere uniti da alcuni ideali. Ho sentito gli organizzatori di Bologna e ci hanno invitato ad andare avanti e resistere nonostante le insidie del nostro territorio».
Che tipo di insidie?
«Il nostro non è un posto facile per chi ha idee di sinistra, di pace, di ‘no’ alle discriminazioni e al razzismo. Abbiamo vissuto avvenimenti spiacevoli negli ultimi periodi, come la cena di Acquasanta: possiamo dire che non è un territorio proprio fertile per chi ha idee diverse».



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Si farà una manifestazione?
«Sì, stiamo aspettando le direttive dall’organizzazione nazionale: poi troveremo una data e ci ritroveremo in piazza».
In Emilia Romagna si vota, da noi manca qualche mese: c’è un collegamento con le urne?
«No, questo movimento prescinde dal voto anche perché da noi è abbastanza lontano. In Emilia Romagna questo fermento è nato anche per le Regionali, noi abbiamo solo preso l’ondata».
C’è già chi vi accusa di essere una costola del Pd: Antonini si è espresso nei suoi confronti visto che è presidente regionale dei Giovani Democratici. Cosa risponde?
«Prima di essere presidente dei Gd sono una persona: ho partecipato da sempre a manifestazioni in piazza, prima ancora di appartenere a un partito. Porto avanti i miei ideali, come dimostra anche la petizione che ho fatto per la cena di Acquasanta. Nei giorni della manifestazione a Bologna mi sono sentita con molti ragazzi del territorio, ho visto l’entusiasmo che c’era e ho deciso semplicemente di metterci la faccia. Non è che si perde la propria identità stando in un partito. Antonini ha dovuto trovare il pelo nell’uovo per sminuire un’iniziativa che sta avendo una portata che forse nemmeno loro si aspettavano. Una polemica sterile verso una ragazza di 25 anni, con tanto di commenti poco carini nei confronti miei e di chi fa parte del gruppo: ma noi siamo contro questo tipo di comunicazione e le ‘sardine’ vanno in questa direzione».