Ascoli, 30 aprile 2018 - Valentino Tega parla dopo il ritiro delle deleghe deciso dal sindaco Castelli: l'ex assessore ai lavori pubblici usa toni concilianti e il primo messaggio che lancia è sicuramente di pace. "Diversi consiglieri mi hanno manifestato vicinanza, ritenendo ingiusto questo passaggio: per il senso di responsabilità che ha configurato il mio percorso in questi quindici anni, ho detto loro che non era il caso di creare problemi all'amministrazione perché la città non merita contraccolpi per questa vicenda. Gli ho chiesto di rimanere in maggioranza, al servizio di Ascoli".

Una frase distensiva, chiusa con una stoccatina: "Finito questo percorso vedremo come comportarci e quali decisioni prendere". Perché alle prossime elezioni comunali Tega ci sarà "in modo molto forte".

La conferenza stampa di Tega è tutta su questi toni: nessuna polemica, ma qualche sassolino vola via. "Dopo la vendita di Piceno Gas tanti cittadini si sentivano 'orfani' e abbiamo pensato di costituire una società innovativa, dove l'azionariato popolare avrebbe potuto incidere in modo profondo. Tutto questo è stato recepito in maniera sbagliata, tendenziosa, maliziosa: ognuno ha detto la sua, come se ci fosse qualcosa da nascondere o di cui vergognarsi. Picchio Gas al momento è inattiva, non c'è e non ci sarà mai niente di illegale e di immorale. Noi abbiamo voluto metterci la faccia e prenderci la responsabilità di costituire qualcosa per la città. Il sindaco ci ha chiesto di lasciare la società e l'abbiamo fatto senza reticenza, chiedendoci però il perché. Forse dava fastidio a qualcuno". Una vendita, quella di Piceno Gas, che l'ex assessore non aveva approvato ma alla fine accettato "obtorto collo, perché stare in maggioranza significa anche accettare compromessi".