Il documentario di Gianuca Lalli
Il documentario di Gianuca Lalli

Cercare l’uomo nell’artista. È stato questo l’obiettivo di Gianluca Lalli, il cantautore di Arquata cha sta per presentare il suo documentario su Rino Gaetano. Un lavoro di scavo e ricerca, nato dalla volontà di rendere omaggio a uno dei più grandi esponenti della storia musicale italiana. «La molla che ha fatto scattare tutto – spiega il regista – è stata la delusione, quella che è scaturita dalla lettura di alcuni libri e dalla visione di una fiction che non restituivano un’immagine realistica di Rino. Il mio lavoro va alla ricerca dell’uomo, prima che dell’artista, cercando di riportare un’immagine quanto più possibile fedele alla realtà. Ho cercato di scandagliare le sue profondità attraverso la voce di chi gli è stato accanto e ripercorrendo i luoghi della sua vita». Il documentario, che sarà proiettato per la prima volta all’Auditorium Petruzzi di Pescara il 27 ottobre, segue le orme lasciate dall’artista e ripercorre le tappe della sua esistenza: da Crotone a Roma, da Castel Gandolfo a Narni, da Castel Giorgio a San Benedetto del Tronto. Un cammino scandito dalle voci di amici e parenti di Rino, a partire dal suo road manager Franco Pontecorvi, l’amico e compagno di seminario Domenico Messina, la cugina Tonia Tricoli, lo speaker radiofonico Andrea Ledda che lo intervistò nel ’76 e l’ex compagno di classe Luciano Mincini. Il soggetto, la sceneggiatura e la regia sono invece opera di Lalli che, lo ricordiamo, oltre ad essere un grande estimatore dell’artista, nel 2005 ha anche vinto il prestigioso premio ‘Rino Gaetano’. «Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo sogno – Afferma Lalli –, Stefano Romani che si è occupato del montaggio, Andrea Carapucci per le riprese, il violoncellista Jacopo Mosesso per le musiche e Alessandro Paddeu che ha curato le grafiche».

Valeria Eufemia

Ascoli, 17 ottobre 2018 - Cercare l’uomo nell’artista. È stato questo l’obiettivo di Gianluca Lalli, il cantautore di Arquata cha sta per presentare il suo documentario su Rino Gaetano. Un lavoro di scavo e ricerca, nato dalla volontà di rendere omaggio a uno dei più grandi esponenti della storia musicale italiana. «La molla che ha fatto scattare tutto – spiega il regista – è stata la delusione, quella che è scaturita dalla lettura di alcuni libri e dalla visione di una fiction che non restituivano un’immagine realistica di Rino. Il mio lavoro va alla ricerca dell’uomo, prima che dell’artista, cercando di riportare un’immagine quanto più possibile fedele alla realtà. Ho cercato di scandagliare le sue profondità attraverso la voce di chi gli è stato accanto e ripercorrendo i luoghi della sua vita».

Il documentario, che sarà proiettato per la prima volta all’Auditorium Petruzzi di Pescara il 27 ottobre, segue le orme lasciate dall’artista e ripercorre le tappe della sua esistenza: da Crotone a Roma, da Castel Gandolfo a Narni, da Castel Giorgio a San Benedetto del Tronto. Un cammino scandito dalle voci di amici e parenti di Rino, a partire dal suo road manager Franco Pontecorvi, l’amico e compagno di seminario Domenico Messina, la cugina Tonia Tricoli, lo speaker radiofonico Andrea Ledda che lo intervistò nel ’76 e l’ex compagno di classe Luciano Mincini. Il soggetto, la sceneggiatura e la regia sono invece opera di Lalli che, lo ricordiamo, oltre ad essere un grande estimatore dell’artista, nel 2005 ha anche vinto il prestigioso premio ‘Rino Gaetano’. «Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo sogno – Afferma Lalli –, Stefano Romani che si è occupato del montaggio, Andrea Carapucci per le riprese, il violoncellista Jacopo Mosesso per le musiche e Alessandro Paddeu che ha curato le grafiche».