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22 feb 2022

Amarcord Legnaro: "Mazzone mi chiamò e rimasi sette anni"

L’ex difensore del Picchio e anche dell’Alessandria: "Sabato non c’è stata partita"

22 feb 2022
Gaetano Legnaro
Gaetano Legnaro
Gaetano Legnaro
Gaetano Legnaro
Gaetano Legnaro
Gaetano Legnaro

La sfida contro l’Alessandria è stata vissuta in maniera particolare dall’ex difensore bianconero Gaetano Legnaro che al quotidiano La Stampa ha raccontato la sua esperienza nelle due città. Carriera iniziata infatti con l’Alessandria tra Serie B e Serie C dal 1965 al 1970, segnando cinque reti. Ha militato poi nella Lazio e nel 1972 fu ceduto all’Ascoli del Presidentissimo Costantino Rozzi e di Mister Carletto Mazzone dove è rimasto fino al 1979 totalizzando 175 presenze e una rete. Legnaro da ex di entrambe le squadre sperava in un pari? "Me lo auguravo soprattutto per l’Alessandria che ha bisogno di punti salvezza, ma l’Ascoli si è mostrato troppo più forte e ha meritato di vincere". Si ricorda come approdò in bianconero? "Giocavo nella Lazio e una mattina mi chiamò al telefono Carletto Mazzone. Mi disse: ‘Vieni qui ad Ascoli, provi una settimana, se ti piace l’ambiente rimani altrimenti nessun problema’. Dovevo rimanere sette giorni e invece sono rimasto sette anni". Lei ha vissuto la scalata dalla Serie C alla Serie A in una formazione indimenticabile? "C’era grande euforia perché l’arrivo di Rozzi aveva portato consapevolezza che sarebbe accaduto qualcosa di straordinario. Si giocava un football ‘ruspante’ con una città che viveva e che in realtà vive ancora per la squadra di calcio. Mi ricordo che in una trasferta a Perugia arrivarono ben 150 pullman. Incredibile". Che ricordo ha di Rozzi? "Un secondo padre e non certo un padre-padrone. Un uomo straordinario come Carlo Mazzone che vado spesso a trovare quando capito ad Ascoli. E ci vado spesso perché d’estate sono al mare lì a San Benedetto e ci incrociamo anche in spiaggia" Lei ha marcato tanti attaccanti fortissimi: quale è stato il più difficile da contenere? "Mah, tutti. Pulici, Graziani, Chiarugi, Causio. Ne ho marcati davvero tanti e ogni volta il ...

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