Gianni Paris dopo i nove anni ad Avezzano vuole tentare un’altra avventura nel calcio
Gianni Paris dopo i nove anni ad Avezzano vuole tentare un’altra avventura nel calcio

San Benedetto, 19 maggio 2019 - Domani, Franco Fedeli incontrerà Gianni Paris presso il notaio avezzanese Mattia Valente per sottoscrivere l’accordo da cui nascerà la nuova Samb: 25% a Paris, 75% a Fedeli. Questo nonostante qualcuno abbia sussurrato di un inserimento in extremis di Roberto Felleca, ex presidente del Como (sembra che un suo uomo Fedeli proprio lunedì). Ma potrebbe essere già tardi. L’accordo con Paris, poi, potrebbe far sì che Fedeli investa nell’Aquila Calcio, magari lasciando a suo figlio Andrea la gestione del club che milita in Promozione. Staremo a vedere: intanto, però, Gianni Paris si presenta alla città.

Avvocato Paris, come nasce l’idea di entrare in società con Fedeli per la Samb?

«Nasce dall’idea di far calcio davvero. Ho provato per 9 anni, da presidente dell’Avezzano, a coinvolgere la cittadinanza ma mi sono accorto presto di non poter costruire la società sognata nella mia città».

Dunque a San Benedetto...

«San Benedetto era la piazza giusta per un uomo di marketing e un imprenditore a tutto tondo. La Samb è l’amore più grande dei sambenedettesi: me ne accorsi quando anni fa venne a vincere ad Avezzano per 2 a 1. Feci i complimenti ad Andrea Fedeli».

È stato Andrea a far da tramite tra lei e Franco Fedeli?

«Andrea mi ha dato il numero di suo padre ma il vero tramite è stato l’avvocato romano Pierpaolo Cacciotti. Con il presidente Franco ci incontrammo il lunedì prima del match con la Fermana...» Prime impressioni?

«Lo conoscevo già. Lo seguivo e seguivo le sue interviste come fosse un divo, un rocker. Mi ha fatto molto piacere incontrarlo. E’ un uomo particolare. Con lui al fianco non ti annoi mai, perché è lui a non annoiarsi nella vita. Io credo che il nostro potrà essere un duo esplosivo: Fedeli rappresenta la solidità e la correttezza, Paris la creatività»

Ecco, cosa può dare Paris alla Samb?

«Ho fatto 9 anni di apprendistato gestendo l’Avezzano e posso garantire la mia presenza a San Benedetto. Dopo le firme di lunedì, ci presenteremo e starò in città 3 giorni su 7. Cercherò di far funzionare la squadra in modo giusto»

E poi?

«E poi una piazza simile può puntare in alto. Io e Fedeli faremo una squadra forte-forte e vorremo fare un campionato di vertice. Questo non vuol dire vincere fin da subito ma mi sentirei male nel vedere la mia squadra tentennare. Io verrò a San Benedetto perché sono convinto di poter regalare alla città la tanto agognata serie B».

Bisognerà anche lavorare su comunicazione, marketing e soprattutto strutture e settore giovanile, non crede?

«Ripartirò da lì. Comunicazione e marketing vanno di pari passo, per cui dovranno essere da squadra di serie A. Per quanto riguarda le strutture e il settore giovanile, sono centrali in una società»

Dal suo settore giovanile avezzanese è venuto fuori anche Di Massimo.

«Lo prelevammo dall’Alba Adriatica ma non riuscimmo ad acquistarne il cartellino. Nei 9 anni ad Avezzano abbiamo vinto 9 tornei giovanili, ho trasformato la Scuola Calcio in Elite e il settore giovanile rossoblù sarà un mio pallino. Anzi, ne chiederò la responsabilità a Fedeli, così da poterlo gestire con i miei collaboratori. Per quanto riguarda le strutture, ad Avezzano abbiamo costruito un campo d’allenamento che è ora di proprietà del Comune. Figurarsi, abbiamo portato l’acqua potabile allo stadio: non l’aveva»

Ha accennato ai collaboratori. Si parla dell’ex d.g. teramano Capaldi?

«È presto per parlarne. Ne discuteremo dopo lunedì».