Polizia e carabinieri di fronte all’hotel in cui si celebra il processo
Polizia e carabinieri di fronte all’hotel in cui si celebra il processo

Roma, 28 agosto 2015 - Si è chiuso attorno alle 13 il processo di secondo grado sulla combine della partita Savona-Teramo. All’Nh Vittorio Veneto Hotel di Roma i giudici della Corte federale d’appello hanno ascoltato in particolare la difesa degli avvocati del Teramo e del presidente Luciano Campitelli. Ecco il racconto della giornata attraverso la diretta del Carlino.

Ore 13:00 SI CHIUDE IL SECONDO GRADO DEL PROCESSO PER LA COMBINE SAVONA-TERAMO, SENTENZA ATTESA DOMANI.

Ore 12:58 Torna a parlare l'Ascoli, lo fa con con l'altro assistente di Grassani Federico Menichini: "Noi abbiamo depositato 15-16 documenti che smentiscono inesorabilmente la storiella che il Teramo si è fatto in casa producendo 14 testimoni tutti tesserati con il Teramo. Non c'è un solo soggetto non interessato". Gli animi di scaldano.

Ore 12:55 L'Ascoli vorrebbe parlare ma il tempo stringe. Si discute su uno spazio da concedere.

Ore 12:53 Tornatore chiude: "Riteniamo che quella offerta dalla procura sia l’unica soluzione percorribile per poter dare un senso compiuto a tutte le risultanze delle comunicazioni intercettate e riscontrate dalle dichiarazioni rese dai soggetti coinvolti. Questo consente di raggiungere quel grado di certezza anche con il superamento di ogni ragionevole dubbio, che non sarebbe richiesto ma che viene comunque raggiunto. Anche perché non c’è alcuna ipotesi alternativa”.

Ore 12:52 Tornatore si avvia a concludere: “Non c’è una ricostruzione alternativa verosimile anche all’ipotesi della cessione di quote della società, ma soltanto una serie di contraddizioni da parte dei protagonisti della vicenda. Sull’ipotesi delle trattative di mercato: prima della partita Savona Teramo è sorto un interesse spasmodico a fare questo genere di operazioni e poi lo stesso interesse è svanito subito la partita. Come è possibile ciò?”.

Ore 12:47: Tornatore, più performante dopo un avvio incerto, ridà forza alla responabità diretta che la difesa del Teramo ha tentato in ogni modo di affossare: "La difesa ha detto che Ceniccola ha smentito la presenza di Campitelli al casello ma questo non è affatto vero. Vediamo cosa dice davvero Ceniccola (legge il verbale ndr): 'All'epoca dei fatti non conoscevo Campitelli quindi non sono in grado di dire con certezza che fosse lì'. Non dice assolutamente 'Escludo che Campitelli fosse lì'. E la differenza è enorme. Tra l'altro è normale che Ceniccola abbia detto 'Non sono certo che fosse lì' dal momento che non si conoscevano e che fu Di Giuseppe a dialogare con Barghigiani. Campitelli restò in macchina. Ma non solo: quale sarebbe l'interesse di Barghigiani a tirare in ballo Campitelli? Per lui si trattava di un particolare anche irrilevante, così come per Ceniccola. Se lo afferma è perché quello è ciò che è avvenuto. E questo è un elemento di prova piena, pesante, ricavato da una dichiarazione resa in un'audizione ufficiale".

Ore 12:38 Tornatore riprende un tantino vela: "La difesa tutto ciò che è riuscita a dire sull'sms 'Sono da Campitelli' èche sia un bar. La stessa conclusione a cui era arrivata la scorsa volta. E poi sgombriano il campo da equivoci. Che Campitelli fosse presente agli incontri di Albisola è certificato da quanto dichiarato da Barghigiani che lo ammette candidamente. E questo calza a pennello con la richiesta di Di Nicola a Di Giuseppe di 'Non far parlare' la persona che è con lui perché questo 'comprometterebbe tutto'. Sono frasi intercettate, chiare".

Ore 12:34 Tornatore non ha la stessa verve né del primo grado né di ieri. Si limita a sottolineare alcuni passaggi, con voce pacata e senza 'mordere': "Passiamo a Campitelli. La sua difesa è incentrata sul contrastare singoli aspetti che ad avviso di questa procura nell'economia dell'affare generale sono di secondo piano. Il presidente abruzzese contesta di essere venuto a conoscenza di un'ipotesi di combine, di essere stato messo al corrente della cosa da Di Giuseppe e di aver partecipato agli incontri. Ma cosa offre in alternativa al materiale probatorio?".

Ore 12:32 Tornatore: "Non è vero che l'unico elemento su cui si fonda l'impianto accusatorio sul Savona è l'sms di Barghigiani. Innanzitutto ci sono delle intercettazioni che fanno capire che l'sms si inserisce in una trattativa in corso. Inoltre sono molteplici gli elementi che evidenziano chiaramente come Barghigiani faccia riferimento a un'altra persona.Una delle tante frasi:  'Capisci bene che io devo dare conto a un'altra persona. Avevano detto che si presentavano con i soldi e dovevano presentarsi con i soldi' ".

Ore 12:25 Tornatore: "Partiamo dal Savona. L'obiettivo era quello di realizzare la combine per quella gara. Riguardo la posizione del presidente ligure Dellepiane, tutto si basa sul messaggio di Barghigiani (che dice 'Il presidente è d'accordo a incontrare i tuoi amici imprenditori' ndr). Non è un caso che questo avvenga dopo un incontro tra Barghigiani, Di Nicola e Di Giuseppe: tutti e tre si incontrano ma poi devono sempre rendere conto a dei superiori, che altri non sono se non i presidenti".

Ore 12:22 Tornatore: "Nonostante tutte le tesi portate dalle difese e nonostante la capacità espositiva di tutti, non ci sono elementi per  una ricostruzione alternativa dei fatti rispetto a quella realizzata due settimane fa".

Ore 12:20 Riprende la parola il procuratore Tornatore, che in mancanza di Grassani  può trasformarsi nel primo alleato del Picchio.

Ore 12:19 Di Giandomenico chiude:  "Il Teramo chiede di essere riammesso in serie B perché questo è il risultato conseguito sul campo".

Ore 12:15 Altra considerazione di spessore di Di Giandomenico, oggi in gran forma, sul presunto accanimento contro il presidente del Teramo: "Non vorrei che a Campitelli venga contestata l'appartenenza all'etnia sinti dei Casamonica, visto che sono abruzzesi entrambi". La battuta ha scarso successo anche in sala stampa, dove i colleghi abruzzesi scuotono la testa.

Ore 12:13 Ancora Di Giandomenico: “L’esiguità delle somma da spartire tra i vari soggetti coinvolti non è compatibile con le cifre che sono state indicate per la presunta combine. Non c’è corrispondenza tra i 70 mila o i 90 mila ipotizzati con i 1.500, 2000 euro di cui si parla, che sono spiccioli in confronto e che evidentemente rappresentano somme relative alle scommesse”. 

Ore 12:08 Di Giandomenico, altro avvocato del Teramo: "Anche ipotizzando una sconfitta del Teramo a Savona, l'Ascoli poi ha solo pareggiato nello scontro diretto finale, dunque comunque non avrebbe vinto il campionato". Considerazione di elevato spessore.

Ore 12:06 Chiacchio in gran forma, il vero punto di forza della difesa abruzzese è lui. Sostanzialmente il suo discorso è: "Non ci sono elementi per accusare Campitelli, la responsabilità diretta decade, resta quella oggettiva per la quale, in basi ai precedenti, la pena non può essere più di 2 punti".

Ore 11:58 Chiacchio fa i conti in tasca ai giudici sulla base dei precedenti: "Nell'ipotesi di responsabilità oggettiva il massimo che si può attribuire al Teramo sono 2 punti di penalizzazione".

Ore 11:56 Il legale napoletano continua a snocciolare precedenti: "Ultima gara del campionato di B, qualche anno fa, Albinoleffe-Siena, combinata: per quella gara il Siena ha avuto un punto di penalizzazione. Era decisiva per la A dei toscani e per la Lega Pro per i lombardi. Un punto. E oggi devono essere sacrificati il Teramo e il Savona? ".

Ore 11:53 Chiacchio cita alcuni precedenti e affonda il colpo: "L'Ascoli stessa ebbe un solo punto di penalizzazione per due gare in cui era coinvolta per responsabilità oggettiva. Poi c'è il record del Grosseto: otto gare 6 punti! Addirittura 0,45 punti a partita! Sempre per responsabilità oggettiva, con il ds che aveva combinato una partita decisiva per la salvezza sul campo. Qui si parla, eventualmente, di una partita".

Ore 11:49 Chiacchio prova il miracolo, scaricando del tutto Di Giuseppe pur senza citarlo direttamente: "Ho sentito in questa sede delle bestialità giuridiche, come la retrocessione in caso di responsabilità oggettiva. La responsabilità oggettiva, lo hanno detto in tanti, anche magistrati, è da cancellare. Basta con questa responsabilità oggettiva. Basta costringere le società a rispondere dell'operato  dei propri tesserati".

Ore 11:46 Chiacchio: "Si parla di giocatori e importi ma dove sono? Quali sono i calciatori? C'è un litigio su questa somma ma a quanto ammonta? Di cosa stiamo parlando? Parlare ancora di responsabilità diretta è perdere tempo. Sarebbe come percorrere una discesa ripida, potrei scivolare. Ma evto e mi concentro su altro".

Ore 11:43 Chiacchio continua  il suo intervento mandando bordate alla difesa dell'Ascoli: "Si parla tanto di prova logica. Ma è possibile che una squadra che ha 34 punti di vantaggio sull'avversario si compra la partita? Un avversario che tra l'altro, lo dice la stessa difesa dell'Ascoli, 'Non ha nulla da chiedere al campionato' ".

Ore 11:40 Frecciata di Chiacchio a Grassani, ancora assente: "Alla difesa dell'Ascoli va tutto il mio apprezzamento. Iniziare un intervento dedicando 12 minuti alla responsabilità oggettiva vuol dire che anche per loro la responsabilità diretta non esiste. Complimenti e grazie a loro".

Ore 11:37 Ancora Chiacchio: "Mi rifiuto di credere che il tribunale federale nazionale abbia potuto partorire questa sentenza. Che cosa si nota in questa sentenza? La voglia di dare colpevolezza a chiunque capiti a tiro. Le stesse motivazioni riguardo Campitelli dicono che il presidente è stato 'tirato dentro'' da Di Giuseppe. Ma come, non doveva essere il protagonista?".

Ore 11:35 Parla Chiacchio, l'altro 'ariete' della difesa abruzzese. E ricomincia da dove aveva lasciato "Il castello accusatorio è stato frantumato". Lo aveva detto anche dopo il dibattimento del primo grado.

Ore 11:32 IL PROCESSO E' RIPRESO

Ore 11: 20 Ancora Lovato: "Ci sono in ballo dei soldi, si parla di 70 mila euro. Io faccio il direttore generale e posso dirvi che per qualsiasi operazione economica devo informare il mio presidente".

Ore 11:18 Lovato approfitta della pausa per rilasciare alcune dichiarazioni alla stampa: "Al di là di tutto la situazione è identica alla scorsa volta. L'unico fatto nuovo portato dalla difesa del Teramo è la presenza di un medico che avrebbe somministrato un ansiolitico a Campitelli.  Tutte le testimonianze del Teramo si basano su tesserati interni, che spuntano fuori come funghi dall'oggi al domani, visto che di questo medico si sono ricordati soltanto ora"

Ore 11:15 I GIUDICI DECRETANO 5 MINUTI DI PAUSA

Ore 11:14 Cerulli Irelli: "Se non è affatto certo il coinvolgimento di Campitelli viene a decadere la responsabilità diretta della società".

Ore 11:13 Cerulli Irelli continua: "Ma poi in questo incontro al casello prima della partita, al di là della presenza di Campitelli, di cosa si sarebbe parlato se i giocatori contattati già avevano rifiutato di collaborare?" In proposito va ricordato però che, secondo quanto dichiarato ieri dal procuratore Tornatore, ci sarebbero dei nomi precisi, al momento tuttavia secretati perché il secondo filone di indagini della Procura di Catanzaro è ancora in corso.

Ore 11:10 La presenza di Campitelli  ad Albisola è stata confermata da Barghigiani ma Cerulli Irelli contesta: "Secondo la sua testimonianza Campitelli sarebbe arrivato ad Albisola, rimanendo 5 minuti a parlare della vendita della società. Come sarebbe possibile che uno si incontra per parlare della cessione di una società 5 minuti? La sua presenza, per di più, viene smentita da un'altra persona presente (Ceniccola ndr). Dunque dico io, non siamo davanti almeno a un dubbio ragionevole e non smentibile che forse Campitelli non era lì? Non c'è nessun indizio grave, concordante, preciso che permetta di passare da un fatto noto, cioè la presenza di Campitelli in albergo, a uno ignoto, cioè la sua presenza al casello"

Ore 11:05 Ancora Cerulli Irelli: "Secondo l'accusa Campitelli sarebbe andato ad Albisola, mentre non è credibile che sia andato a riposare in camera. Ma questo è incredibile. Ora io non vorrei citare Manzoni (attenzione, terza citazione dei legali della difesa, che non difettano di cultura classica ndr), ma 'Un generale ha diritto di riposare prima della battaglia' ".

Ore 11:03 Cerulli Irelli: "Di cosa stiamo parlando? Di un tentativo di combine, al quale secondo la procura avrebbe partecipato anche Campitelli. E in questo ha un'importanza decisiva ciò che è avvenuto il giorno della partita: tutto quello che è successo prima ha ben poco peso, compreso il 'Sono a Campitelli, sono da Campitelli' ecc. Tutte fesserie. Invece concentriamoci sul giorno della partita".

Ore 11:00 Prende la parola il top player schierato a sorpresa dal Teramo, Cerulli Irelli, luminare di diritto amministrativo: "Il Teramo ha vinto il torneo sul campo e non è una cosa da poco".

Ore 10:58 Cozzone conclude: "Forse la lettura degli atti del Tfn in sede di primo grado è stata troppo frettolosa, anche per via dei tempi stretti. Ora spero però che alla luce degli elementi portati qui la sentenza venga riscritta con il proscioglimento totale di Campitelli, a cui vanno restituite la dignità e la vita"

Ore 10:55 Cozzone: "Ogni elemento prodotto viene distrutto dalla realtà: la cella telefonica agganciata dal Di Nicola alle 17,24 dell'11 maggio, nei pressi di Canzano, non ha nulla a che vedere con Notaresco, la località dove ha sede la Sapori Veri e dove era in corso il Cda della Sapori Veri a cui partecipava Campitelli".

Ore 10:49 L'avvocato di Campitelli è un fiume in piena: "Barghigiani l'11 maggio non era davanti all'ufficio di Campitelli. Tanto che dice che deve andare a Roma entro breve mentre tra Teramo e Roma c'è un percorso piuttosto lungo. Campitelli quel giorno era impegnato nei Cda delle sue aziende: il primo del Teramo Calcio e l'altro della Sapori Veri Srl. Ci sono verbali che lo attestano. L'accusa contesta: 'Era talmente impegnato che proprio quel giorno ha stipulato il rinnovo del contratto a Di Giuseppe'. Ma alla base di questo c'è solo un articolo di giornale che ipotizza questo rinnovo! Mentre invece il rinnovo è avvenuto molto successivamente! ".

Ore 10:47 Ancora Cozzone:  Di Nicola in serata parla con Di Giuseppe e gli dice 'Se chiamo il presidente per fargli i complimenti dici che mi risponde?'. Dunque c'è massima deferenza, massimo rispetto e distacco. Un rapporto non certo tipico di chi ha appena organizzato insieme un illecito. Poi la procura ha detto che quattro volte grazie (di Campitelli alle congratulazioni di Di Nicola ndr) sono troppe. Forse, dico io, alla quinta lo arrestavano".

Ore 10:43 Cozzone prosegue: "Dopo la partita i dirigenti entrano nel terreno di gioco, siamo intorno alle 18. C'è la festa con i tifosi, le interviste in campo e poi Campitelli festeggia con la squadra. Alle 19,30 il Teramo si riavvia verso casa. Campitelli, con la maglia bagnata e nel bel mezzo della festa sarebbe andato ad Albisola con Di Giuseppe. Quantomeno inverosimile".

Ore 10:39 I legali del Teramo puntano tutto sul  riconoscimento della responsabilità oggettiva. Ipotesi che, comunque, non necessariamente salverebbe la serie B.

Ore 10:35 Ancora Cozzone, che difende a spada tratta Campitelli e scarica del tutto Di Giuseppe, ormai ritenuto responsabile anche dagli stessi legali del Teramo: "Alle ore 12,01 Di Nicola chiama Barghigiani e gli dice 'Loro stanno già lì con la Maserati', quindi parla di Di Giuseppe e del suo accompagnatore, che non poteva essere Campitelli, impegnato ancora ad Arenzano".

Ore 10:33 Cozzone: "Di Giuseppe alle 10:52 di quel 2 maggio dice: 'Uscita di Albisola, l'abbiamo appena fatta noi'. Di Giuseppe era già lì con il suo accompagnatore che non poteva essere Campitelli!"

Ore 10:31 Cozzone si scalda: "Il tribunale contesta un vuoto di orario tra le 12 e le 13 circa, lasso di tempo in cui Campitelli avrebbe incontrato i dirigenti del Savona. Ma sono le intercettazioni telefoniche che smontano questa tesi!"

Ore 10:29 Cozzone sta cercando in ogni modo di escludere Campitelli da qualsiasi coinvolgimento: "Campitelli al mattino del 2 maggio intorno alle 10 esce a fare una passeggiata di circa due ore, poi verso le 12:15 torna in albergo. Alle 11 si scatta persino una foto con una tifosa, poi pubblicata su Facebook".

Ore 10:26 Cozzone prosegue: "Barghigiani dice di aver riconosciuto anche Campitelli all'incontro della mattina del 2 maggio. Ebbene Barghigiani è smentito dall'unico persona che era di sicuro con lui quel giorno, cioè Ceniccola, l'altro consulente di mercato del Savona. Dice che c'erano Barghigiani e Di Giuseppe ma non Campitelli. In proposito dice: 'Non lo conoscevo ma anche adesso che l'ho visto non sono in grado di riferire se fosse lì' ".

Ore 10:24 Continua il suo accorato intervento l'avvocato di Campitelli: "Ancora una volta alle ore 22:50 del 30 aprile ci sarebbe una telefonata tra Di Nicola e Di Giuseppe in cui si parla di un incontro a cui secondo l'accusa avrebbe partecipato anche Campitelli. Ebbene Di Giuseppe si riferirebbe a Campitelli dicendo 'Sto chiamando quel cretino che non mi risponde, quel deficente'. Dunque, Di Giuseppe, che aveva ottimi rapporti col presiedente con cui stava vincendo un campionato, si sarebbe espresso così. Non è credibile".

Ore 10:20 Cozzone: "Secondo l'accusa l'incontro di Di Nicola con Campitelli è certificato dall'sms del 27 aprile in cui il dirigente dell'Aquila diceva 'Sono da Campitelli'. Quel giorno guarda caso c'era l'inaugurazione del nuovo punto vendita dei prodotti di Campitelli, c'era il sindaco, c'erano i tifosi, c'era la squadra, c'erano tutti e forse anche Di Nicola. Qualcuno ha detto 'Non è importante, comunque si sono incontrati'. Ma pensare che quel giorno Campitelli abbia avuto il tempo di parlare di combine è assurdo ".

Ore 10:16 L'avvocato Cozzone: "La pagina 17 della delibera è quella che celebra la morte di Campitelli e del Teramo Calcio. Mai numero fu più funesto".

Ore 10:13 Prende la parola Cozzone, l'avvocato di Luciano Campitelli. Seconda citazione del processo. Stavolta Cozzone scomoda  Ennio Flaiano: "La situazione è grave ma non è seria, ed è la stessa cosa che ho pensato dopo il primo grado. Non è serio l'impianto accusatorio, non è seria l'applicazione della responabilità, non sono serie le motivazioni addotte dal tribunale federale nazionale".

Ore 10:11 Dellepiane: "Non ho mai saputo nulla di questa storia. Anche fosse vero l'illecito avrebbe avuto la mia completa insaputa. In passato quando ho avuto occasione di sapere qualcosa riguardo illeciti ho sempre denunciato".

Ore 10:09 A sorpresa prende la parola il presidente del Savona Aldo Dellepiane.

Ore 10:08 Chiappero conclude chiedendo che non venga riconosciuta la responsabilità oggettiva al Savona.

Ore 9:58 Chiappero ritiene che i giudici abbiano dato troppo credito alle rivelazioni di Ninni Corda in sede di audizione.

Ore 9:56 L'intervento di Chiappero è molto tecnico e poco lineare:  "Bisogna vedere se il senso criptico attribuito dalla sentenza ai dialoghi corrisponde al dato semantico. Barghigiani nel suo sms a Di Nicola dice 'Il presidente è d'accordo a incontrare i tuoi amici imprenditori'. Semanticamente però non ha senso  ciò che si dice nelle telefonate dopo questo sms, perché alla domanda rispetto all'ora e al giorno dell'incontro non c'è risposta. E allora dobbiamo dare un senso, ma un senso plausibile. E l'unico significato che possiamo dare è dare un significato all'ora come numero. L'sms di Barghigiani, insomma, non ha nulla a che vedere con l'intervento della persona che viene indicata all'interno dell'sms (il 'presidente' ndr)".

Ore 9:47 L'avvocato del club ligure Chiappero contesta le motivazioni della sentenza di primo grado che pongono Dellepiane come uno dei protagonisti della combine: "Dopo il 'semaforo rosso' di Matteini la sentenza dice che c'è uno stop nella trattativa e che 'si alza il tiro' coinvolgendo il presidente. Quell'alzare il tiro della sentenza, però, rende fuorviante anche la lettura di tutto ciò che avviene successivamente. La lettura dei fatti sembra agevole ma non lo è. E la non agevolezza la si ricava dalla lettura della sentenza. C'è stata una interpretazione sbagliata delle intercettazioni. Si discute solo dell'ora e di nulla altro".

Ore 9:38 L'avvocato del club ligure: "Il presidente del Savona Dellepiane è l'unico a non essere indagato dalla giustizia ordinaria, e non è un particolare da poco in riferimento alla responsabilità diretta contestata alla società".

Ore 9:36 E' ripreso il processo. Prende la parola l'avvocato del Savona.

Ore 9:35 Sono entrati i fotografi: è l'ultima operazione prima della ripresa dei lavori.

Ore 9:31 Tra le avvocatesse è gara di stile: sempre elegante e seducente Maria Cristina Celani, in tubino nero e giacca bianca. La D'Amelio non è da meno: più colorata ma senza eccessi, indossa un vestito viola-oro-nero a righe orizzontali. Evidente tacco per entrambe. Scarpa nera per la Celani, rosa tenue per Libera D'Amelio. Il processo sportivo è anche questo.

Ore 9:16 Il corridoio che conduce all'aula in cui si svolgerà l'udienza si sta affollando di addetti ai lavori. Tra gli argomenti più dibattuti quello della novità emersa ieri durante l'intervento di Tornatore: i nomi dei giocatori coinvolti nella combine, fino ad ora sconosciuti, sarebbero noti all'autorità giudiziaria grazie alle indagini della Procura di Catanzaro che nel frattempo sono andate avanti. Per ora, tuttavia, restano secretati in attesa dell'apertura di un nuovo filone del processo sportivo.

Ore 9:10 E' arrivato anche Vincenzo Cerulli Irelli, docente universitario e luminare del diritto amministrativo: è il top player della squadra dei legali abruzzesi.

Ore 9:08 L'avvocato Chiacchio discute nella hall con la collega D'Amelio, difensore di Di Giuseppe e Di Nicola: "Siamo pronti per la battaglia" sono le parole del legale napoletano. "Se restiamo sotto i 4 punti possiamo farcela" la risposta della D'Amelio.

9:03 Anche il legale di corso Vittorio Cristina Celani e il dg Lovato sono sul posto.

9:01 Mancano ancora molti protagonisti, il processo riprenderà con qualche minuto di ritardo.

8.52: arrivato un altro volto noto, l'avvocato Enzo Nucifora, ovviamente coinvolto in un'altra udienza del filone Dirty Soccer

8.36: al momento pochissimi tifosi del Teramo, quattro irriducibili di fronte all'Nh Vittorio Veneto hotel. A presidiare l'albergo una macchina della polizia e una camionetta dei carabinieri

8.34: arriva Luciano Campitelli, presidente del Teramo (video)