Non è questione di coraggio, altruismo e fantasia. O di fantasia (sempre lei…) che trasforma in pianeti i sassi. Ci aiuta De André, forse, a decifrare il momento di uno dei giocatori più discussi di questo avvio di campionato. Guardi Soufiane Bidaoui e ti sembra di "masticare miele e cera". Il perché è presto detto, schierandosi al tavolo da una parte i sognatori e dall’altra i pratici. Da una parte i "giochisti" e dall’altra i "risultatisti". Di sicuro,...

Non è questione di coraggio, altruismo e fantasia. O di fantasia (sempre lei…) che trasforma in pianeti i sassi. Ci aiuta De André, forse, a decifrare il momento di uno dei giocatori più discussi di questo avvio di campionato. Guardi Soufiane Bidaoui e ti sembra di "masticare miele e cera". Il perché è presto detto, schierandosi al tavolo da una parte i sognatori e dall’altra i pratici. Da una parte i "giochisti" e dall’altra i "risultatisti". Di sicuro, è tra queste fazioni che si disputa la battaglia tattico-verbale del primo mese e mezzo di Ascoli. Guardi Soufiane Bidaoui e sai che con lui può scoppiarti il cuore tra l’urlo di gioia e l’imprecazione. Perché, diciamocelo, in serie B poche squadre hanno un giocatore che può combinare gamba, spunto, piede e follia calcistica proprio come l’ex spezzino. Da quanto tempo non si vedeva ad Ascoli uno così? Azzardiamo, andando a pescare nel quartiere opposto, a livello di "banda lateral": dai tempi di Riccardino Orsolini. Uno come Bidaoui, anzitutto, ha una precisa collocazione tattica in campo. E’ un esterno offensivo. Non una seconda punta. Non un laterale di centrocampo a tutta fascia. Al massimo è uno dei quattro, il laterale, se schieri un poker in offensiva. E allora, quando lo metti, devi fare una scelta politica. Vuoi mandarlo in porta? Lo metti a sinistra, chiedendogli di puntare l’avversario schierato o disorientato, con la necessità di spostare la palla in modo che gli altri piangano. Hai arieti da servire con dei cross? Lo piazzi a destra dicendogli di correre verso la linea di fondo e metterla morbida sul primo, secondo o sul dischetto del rigore. Con Iliev ancora in rodaggio questa seconda opzione rimane chiusa in cantina come una buona bottiglia di Carignano del Sulcis. Attenzione, però, perché certi vini nascosti e impolverati, a volte, possono dare grandi soddisfazioni. Sono i numeri a mettere la questione sul tavolo: Bidaoui ha provato finora (fonte bfref.com) 16 tiri, 7 nello specchio, effettuato 8 cross, realizzato 1 gol e, stando all’inchiostro coi meno sui nostri taccuini, troppe volte ha mancato l’attimo fuggente della scelta negli ultimi metri. In percentuale è stato troppo poche volte lucido come invece è stato quando con una dolce carezza dolce ha servito Felicioli per il 2-0 di sabato…

Daniele Perticari