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10 giu 2022

Da Sottil a SuperPippo, una doppia beffa Gli errori da evitare

10 giu 2022

Il sogno è durato pochi giorni. Pippo Inzaghi sulla panchina dell’Ascoli avrebbe giustificato voli pindarici da parte della tifoseria bianconera, smaniosa di ripetere il bel campionato appena finito e magari puntare a qualcosina in più. Li avrebbe giustificati non tanto per il nome (Inzaghi è un bravo allenatore, ci mancherebbe, ma non è il migliore in circolazione) quanto per la capacità di SuperPippo di convincere le società a investire. A prendere giocatori importanti per le sue squadre. Non è cosa da poco, in molti pur di allenare si accontentano di quel che passa il convento, Inzaghi no. E non deve essere stato ammaliante il progetto presentato da Pulcinelli e Valentini nei giorni scorsi a Ibiza. Il patron è volato in Spagna pur di convincerlo (per favore però, non scomodiamo Rozzi come qualcuno ha fatto nei giorni scorsi. Prima di accostare Pulcinelli al presidentissimo dobbiamo aspettare 30 anni), l’ex allenatore del Brescia si è preso tre giorni di tempo ma al secondo ha già detto no. Al numero uno Bricofer va dato atto di averci provato e di aver mostrato alla tifoseria bianconera che le ambizioni ci sono e si stanno coltivando anno dopo anno. Non si possono però non sottolineare alcune mosse quanto meno azzardate viste negli ultimi giorni. La prima: è vero, l’Ascoli è vittima del comportamento di Sottil, ma quel contratto andava rinnovato prima. La seconda: se si indica un allenatore come prima scelta, in questo caso Inzaghi, poi bisogna prenderlo sul serio perché altrimenti chi verrà adesso si sentirà un rimpiazzo e di sicuro non è il miglior modo per partire. La terza: bello il gesto di andare a Ibiza, sicuramente. Ma se Inzaghi non si è degnato nemmeno di tornare in Italia per un appuntamento, ne valeva la pena? Aveva senso arrivare fino a quel punto pur di corteggiarlo? Sicuramente no. La quarta: ma qui il calcio non conta, entrano in gioco altri meccanisimi. Nei giorni scorsi il nostro Massimiliano Mariotti ha anticipato quello che sarebbe successo con Inzaghi. Si possono criticare i modi in cui l’articolo è stato scritto, la forma, qualcuno ha preso di mira anche il contenuto: ognuno è libero di esprimere perplessità o, come fatto da altri, apprezzarne il lavoro. Quello che non si dovrebbe fare è sfociare nell’insulto. Caro patron, quegli insulti su Instagram non le hanno fatto onore. Chi guida una società ambiziosa come l’Ascoli non dovrebbe sentirsi libero di esprimersi come se fosse in uno dei peggiori bar di quartiere.

Flavio Nardini

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