Salvezza agrodolce per l’Ascoli che può festeggiare la permanenza della categoria nonostante la terribile sconfitta interna con il Benevento. Quella che doveva essere la partita più importante del campionato si è trasformata, con l’evolversi dell’incontro, in un vero e proprio film horror dove a ricoprire il ruolo di attori protagonisti sono stati proprio gli uomini di Dionigi. Davvero disarmante il modo con cui i padroni di casa hanno subito ritmo e gioco...

Salvezza agrodolce per l’Ascoli che può festeggiare la permanenza della categoria nonostante la terribile sconfitta interna con il Benevento. Quella che doveva essere la partita più importante del campionato si è trasformata, con l’evolversi dell’incontro, in un vero e proprio film horror dove a ricoprire il ruolo di attori protagonisti sono stati proprio gli uomini di Dionigi. Davvero disarmante il modo con cui i padroni di casa hanno subito ritmo e gioco dei campani andando sotto di ben tre reti soltanto nella prima parte del match. Di certo nessuno si aspettava un avvio del genere nell’epilogo del campionato del Picchio. Col passare dei minuti la situazione è diventata sempre meno adatta ai deboli di cuore. Il cambio di modulo studiato e schierato con un abbottonato 3-5-2, rinunciando al classico trequartista per inserire con Petrucci un mediano in più, si è rivelata una scelta certamente errata. "Siamo contenti per questa salvezza sofferta che non toglie nulla rispetto a quanto dimostrato dalla squadra – ha commentato un provato Dionigi a fine gara -. Volevamo contrastare il Benevento con un mediano in più". Ad inizio ripresa il tecnico emiliano ha provato in maniera disperata a raddrizzare la partita gettando subito nella mischia Andreoni, Scamacca e Morosini. Quest’ultimo è riuscito ad alimentare le residue speranze approfittando di un rimpallo in area. Ma al di là dell’illusione di Morosini, poi nel finale il Benevento ha mostrato tutta la propria superiorità andando in gol anche per la quarta volta. In pieno recupero il gol di Trotta non ha evitata una cocente sconfitta. "Ho provato a dare una scossa operando questi cambi, dovevamo assolutamente provare a rimontare". Le note positive della serata sono quelle arrivate dagli altri campi. A generare le uniche gioie dell’ultima giornata bianconera sono state le reti inflitte dal Venezia al Perugia (3-1) e il gol con cui il Chievo ha battuto di misura il Pescara. Questi due risultati che hanno visto soccombere proprio le due dirette avversarie dell’Ascoli alla fine hanno consegnato la salvezza al Picchio. Alla fine dei giochi l’Ascoli si è salvato chiudendo il proprio cammino con 46 punti in classifica, uno in più rispetto a Pescara e Perugia che saranno condannate a contendersi un posto nella gogna playout.

Massimiliano Mariotti