L'altimetria della sesta tappa
L'altimetria della sesta tappa

Ascoli, 24 febbraio 2021 - Ora è ufficiale: il 104esimo del Giro d’Italia avrà una tappa tutta marchigiana. In occasione della presentazione dell’edizione 2021 avvenuta pochi minuti fa a Milano è stato reso noto l’intero percorso della ‘corsa rosa’ che partirà il prossimo dal Piemonte sabato 8 maggio da Torino.
Le Marche e, in particolare, la provincia di Ascoli saranno protagoniste della sesta tappa in programma giovedì 13 maggio: 150 km con partenza da Genga, per celebrare i cinquant’anni delle Grotte di Frasassi, e arrivo a Colle San Giacomo, sul confine piceno-abruzzese dove è previsto a quota 1090 metri il traguardo. Una tappa definita difficile, “ricca di insidie” durante la presentazione, complice soprattutto la salita finale di ben 17 chilometri, inedita per il Giro, con pendenza al 6% che farà sicuramente selezione all’arrivo.

Nel dettaglio, la carovana attraverserà i Sibillini, supererà i due Gran Premi della Montagna di Forca di Gualdo e Forca di Presta ed entrerà nel Piceno attraverso le zone colpite dal sisma del 2016: Pretare, Arquata del Tronto e Acquasanta Terme i primi comuni toccati, quindi Mozzano, Ascoli e la salita verso il traguardo.

Come prevedibile, sarà una grande vetrina per il territorio grazie alla visibilità della corsa ciclistica più importante al mondo insieme al Tour de France, capace nello scorso anno di arrivare a 185 nazioni collegate, con 806 milion di audience globali e oltre 72mila articoli online dedicati. La speranza è che a maggio la situazione sanitaria nazionale permetta di avere il pubblico non solo a bordo strada, come già avvenuto nell’edizione 2020 dello scorso ottobre, ma anche alla partenza e, soprattutto l’arrivo. A proposito, era dal 2002 che i tornanti di San Giacomo, già noti per il traguardo della Cronoscalata ‘Coppa Teodori’, non erano sede di un arrivo di tappa del Giro: quella volta nella Chieti-San Giacomo, a vincere fu il messicano Julio Alberto Perez Cuapio. Un arrivo all’ombra delle Cento Torri, invece, manca dal 2004 quando all’arrivo sul pavé di Piazza Arringo la spuntò Alessandro Petacchi.