taglio del nastro
taglio del nastro

San Benedetto, 12 settembre 2015 – Sollevare il mondo con un dito. Stamattina, al palasport Speca, sono cominciati i mondiali di Subbuteo, con ventuno paesi a rappresentare i cinque continenti che si contenderanno i titoli delle varie categorie: dagli juniores alle donne, passando per gli open, i singoli e le squadre.

Ieri pomeriggio, in Palazzina Azzurra, l’atteso taglio del nastro per un evento che, dopo aver toccato Rochefort in Belgio, Madrid in Spagna e Manchester in Gran Bretagna, quest’anno si tiene a San Benedetto.

Madrina d’eccezione, l’olimpionica di scherma Valentina Vezzali: «Il Subbuteo può aiutare molto il mondo del calcio a essere più vicino alle persone e alle famiglie. Riproducendo il gioco in miniatura può aiutare i ragazzi e i bambini a scaricare tante energie represse e favorire il rispetto delle regole e la socializzazione – ha detto –. La passione, il divertimento e la voglia di migliorare i propri limiti appartengono a tutti gli sport, maggiori e minori, se vogliamo usare questi termini. Il calcio da tavolo può essere, come altri, occasione di crescita umana, di socialità e anche di impegno agonistico».

L’Italia è considerata tra le squadre favorite, con tre vittorie negli ultimi quattro mondiali e una solida tradizione di ‘schicchere’ e strategie.

«Questo è forse il mondiale più partecipato dell’ultimo decennio – ha detto il ct degli Azzurri, Massimiliano Cattani, di Rimini –, in tanti hanno fatto di tutto per esserci, potremo vedere quelli che davvero sono i migliori giocatori al mondo di calcio da tavolo. Oltre a noi, come squadre molto forti, abbiamo la Slagna, il Belgio, il Portogallo e Malta. Saranno delle belle sfide, speriamo che l’atmosfera casalinga ci dia una spinta in più».

Tra i giocatori italiani, in effetti, c’è grande entusiasmo. Luca Colangelo, da Casale Monferrato, è uno dei più giovane convocati, ma è già al suo secondo mondiale, dopo aver trionfato in diversi tornei giovanili: «Qui tutti vengono a giocare per vincere, ma tra noi c’è sempre grande rispetto. Dal giorne in poi sarà tutto molto difficile. Se consideriamo il Subbuteo un sport? Be’, ci vuole grande concentrazione per esprimersi ad alti livelli, poi viene considerato sport anche il biliardo...».

Vuole stupire invece Saverio Bari, di Reggio Emilia, giocatore esperto, capace di imporsi a tutti i livelli ma che ancora non è mai riuscito a laurearsi campione del mondo individuale. Sarà la volta buona? «Speriamo di far bene – sorride –, serve tanto allenamento per giocarsela alla pari tra campioni, in tanti si preparano moltissimo per partecipare a questi eventi. Noi, come sempre, cercheremo di dare il massimo».