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Fenati, gesto folle a Misano. Il team Snipers lo licenzia, lui si scusa

"Gesto inqualificabile e pericoloso". Il pilota: "Non sono stato un uomo". E anche la squadra della prossima stagione lo scarica

Ultimo aggiornamento il 10 settembre 2018 alle 17:46
Il pilota ascolano Romano Fenati (Ansa)

Ascoli, 10 settembre 2018 - "Comportamento antisportivo, inqualificabile, pericoloso e dannoso per l'immagine di tutti". Romano Fenati (FOTO), dopo il folle gesto di Misano (la mano sul freno della moto dell'avversario Manzi a oltre 200 all'ora), è stato licenziato dal suo team: il Team Snipers ha infatti risolto il contratto con il pilota ascolano.

"Con estremo rammarico - si legge nella nota - dobbiamo constatare che il suo gesto irresponsabile abbia messo in pericolo la vita di un altro pilota e non possa essere scusato in alcun modo. Il pilota, da questo momento, non parteciperà mai più ad una gara con il Marinelli Snipers Team. Il team, la Marinelli Cucine stessa, la Rivacold, tutti gli altri sponsor della squadra e tutto il gruppo di persone che lo ha sempre appoggiato, si scusano con tutti i tifosi del Motociclismo mondiale".

LEGGI ANCHE La madre di Fenati: "Minacce di morte" - Manzi: "Avrebbe potuto ammazzarmi"

Guarda il video qui sotto:

LA DECISIONE DEL TEAM FORWARD - L'avventura Fenati in MV Agusta rischia di non iniziare nonostante il contratto firmato lo scorso agosto per il prossimo anno con il Team Forward: la casa di Varese ha annunciato la volontà di rescindere l'accordo. Il patron Giovanni Castiglioni, con un post su Instagram, è stato chiaro: "È stata la cosa peggiore che abbia mai visto. Farò di tutto per non farlo correre sulla MV Agusta in Moto2 perché non rappresenta i veri valori della nostra azienda. La Dorna dovrebbe squalificarlo a vita da tutte le corse. I veri sportivi non si comporterebbero mai in questo modo". 

Le scuse di Fenati: "Non sono stato un uomo"

Arrivano attorno all'ora di pranzo, pubblicate sul suo sito ufficiale, le scusa di Fenati: "Chiedo scusa a tutto il mondo sportivo. Questa mattina, a mente lucida, avrei voluto che fosse stato solo un brutto sogno. Penso e ripenso a quei momenti, ho fatto un gesto inqualificabile, non sono stato un uomo!".

"Le critiche sono corrette e comprendo l'astio nei miei confronti - dice il pilota-. È uscita un'immagine di me e dello sport tutto, orribile. Io non sono così, chi mi conosce bene lo sa". E poi "Nella mia carriera, sono sempre stato un pilota corretto. L'anno scorso sono stato uno dei pochissimi a non ricevere alcuna penalizzazione - ricorda - non ho mai messo a repentaglio la vita di qualcun altro, anzi, ho sempre sostenuto che ci sono piloti pericolosi, in pista, per stile di guida".

Quindi ammette: "È vero, purtroppo ho un carattere impulsivo, ma la mia intenzione non era certo quella di fare del male ad un pilota come me ma volevo fargli capire che quello che stava facendo era pericoloso e che anch'io avrei potuto fargli delle scorrettezze cosí come lui le aveva appena fatte a me! Non voglio giustificarmi so bene che il mio gesto non è giustificabile, voglio solo scusarmi con tutti. Ora avrò tempo per riflettere e schiarirmi le idee".

COSA E' SUCCESSO A MISANO - Ieri, durante la gara valida per il mondiale di Moto2 sul circuito di Misano, ci sono state scaramucce tra Romano Fenati e Stefano Manzi, in pista. Poi, a tre giri dalla fine, il pilota ascolano si è affiancato in rettilineo all'altro e a oltre 200 chilometri l'ora ha guidato con la sola mano destra e con la sinistra ha stretto il freno di Manzi che ha sbandato molto pericolosamente. Bandiera nera per Fenati, poi appiedato per due Gran Premi. Oggi la decisione del suo team, marchigiano come lui. Il team Snipers è infatti di Pesaro. 

L'ESPOSTO DEL CODACONS -  Il Codacons, in una nota, ha fatto sapere di avere "inviato oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Rimini affinché indaghi su quanto avvenuto ieri quando il pilota, durante la gara della Moto2, ha colpito la leva del freno anteriore di Stefano Manzi, facendo sbandare pericolosamente la moto dell'avversario ad oltre 200 chilometri orari".

"Si tratta di un gesto gravissimo - scrive il Codacons nella nota - che senza dubbio esce dal campo prettamente sportivo ed entra in quello penale. Aver premuto il freno di un avversario quando la moto procedeva a velocità così sostenuta, può equivalere a voler deliberatamente mettere in pericolo la vita altrui, senza contare il cattivo esempio dato a milioni di giovani che seguono le gare motociclistiche". 

Per tale motivo il Codacons "ha presentato oggi un esposto alla Procura di Rimini chiedendo alla magistratura di valutare se il gesto di Fenati possa configurare eventuali fattispecie penalmente rilevanti, compresa quella di tentato omicidio, e nel caso procedere nei suoi confronti con l'azione penale che sarà ritenuta idonea".

 

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